Archivio tag: Wolfang Amadeus Mozart

I cantanti d’Opera sapevano recitare anche prima della Callas

Netrebko Chenier

Ieri la RAI ha trasmesso in diretta l’apertura della stagione lirica milanese. Durante l’intervallo i presentatori hanno scambiato due chiacchiere con alcuni ospiti nel foyer, i quali ovviamente sono stati prodighi di complimenti nei confronti dei cantanti. Ne hanno sottolineato in particolare le doti interpretative e una di loro (ignoro chi fosse, ma non ha alcuna importanza) ha detto una frase che mi ha colpito: “Una volta i cantanti dovevano solo saper cantare, dopo la Callas devono essere anche dei bravi attori!”.

Non è la prima volta che sento questa sciocchezza e vorrei spendere due parole per dimostrare perché di sciocchezza si tratta. Per farlo ho chiesto l’aiuto di Gianguido Mussomeli – altresì noto col nome d’arte di mozart2006 – giornalista, conferenziere e più in generale uno che di ‘ste cose ne sa a pacchi. Insieme abbiamo raccolto alcuni esempi di come la recitazione sia sempre stata un’arte importante per i cantanti d’Opera, ben prima dell’epoca moderna e ben prima dell’esordio dell’ottima Maria Callas.
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Il fatto che Bocelli si faccia dirigere da un robot è l’ultimo dei nostri problemi

L’uomo accetta senza problemi che una macchina corra più veloce di lui. Però difficilmente accetta che essa pensi meglio di lui.

(Mikhail Tal)

YuMi

Qualche giorno fa si è tenuto a Pisa un concerto nel corso del quale Andrea Bocelli ha cantato alcune arie d’Opera diretto da un robot di nome YuMi. Un’iniziativa che ha fatto storcere il naso a molti amanti della musica classica, che l’hanno criticata come potete immaginare: “Dov’è il cuore?”, “Non è la stessa cosa!”, “Ma la passione dove la mettiamo?” eccetera.
Onestamente non condivido tali preoccupazioni. Non credo neanche che lo scopo dell’esperimento fosse dimostrare che i musicisti si possono sostituire con delle macchine, quanto mostrare al mondo il livello impressionante di fluidità raggiunto dai robot di oggi. In caso contrario, i creatori di YuMi sarebbero un po’ indietro: affari del genere esistono già da duecento anni e si chiamano “metronomi”, nel frattempo sono inoltre stati inventati dei software in grado di riprodurre da soli delle partiture. Tra l’altro da quel che ho capito il robot in questione funziona così: viene istruito da un direttore in carne ed ossa e al momento del concerto ripete i suoi movimenti. Non è esattamente quello che si fa da anni usando dei semplici schermi? Continua a leggere

Monteverdi e noi

Monteverdi

Il 9 maggio del 1567, esattamente 450 anni fa, nacque uno dei fondatori del teatro lirico: Claudio Monteverdi.
Come redattore di un giornale che parla di musica, ma ancora di più come autore di teatro musicale, non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa per l’occasione.

Iniziai a pensare al da farsi già un anno fa. Dapprima pensai di realizzare una vera e propria settimana di Monteverdi, proponendo ogni giorno una delle sue le opere pervenuteci in forma completa. Un’idea che ho scartato quasi subito: ci sono divulgatori molto più bravi di me per quello, anche se non hanno molta voglia di agire, almeno stando a quanto affermato qualche settimana fa da Rinaldo Alessandrini (e se lo dice lui c’è da crederci). Io al massimo posso invitarvi ad armarvi di CD e DVD per organizzare un mini-festival nel salotto di casa vostra in compagnia di tutti gli amici che vorranno unirsi a voi. Tutti e due.
Quello che voglio proporvi oggi è piuttosto un articolo molto personale, che non riguarda me come articolista quanto come autore e spettatore.
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Cinema ed Autori: “Io, Don Giovanni”

“Don Giovanni rappresenta l’unica virtù autentica, la libertà di assaporare la nostra natura liberi dalla schiavitù della morale e dei sentimenti.”

(Casanova in una scena del film)

Io Don Giovanni

Il film di cui parliamo oggi, a differenza degli altri recensiti in questa rubrica, non ha come personaggio principale un musicista, ma un personaggio che pure con la musica ebbe molto a che fare.
“Io, Don Giovanni”, produzione italo-austriaco-spagnola (sì, da queste parti perché si realizzi un film in costume bisogna che almeno tre paesi lavorino insieme) del 2009, affidata alla regia di Carlos Saura, racconta la storia del librettista Lorenzo Da Ponte e della prima messa in scena del “Don Giovanni” di Mozart. Un’opera autobiografica, secondo il film, in cui il poeta, sotto la guida del suo maestro di vita Giacomo Casanova, avrebbe rappresentato la propria vita da libertino. Continua a leggere

Da Ponte censurato alla Komische Oper? La notizia è falsa

Don Giovanni orrido

Alcuni giornali italiani, nei giorni scorsi, hanno scritto che l’aria di Leporello nel “Don Giovanni” attualmente in scena alla Komische Oper di Berlino sarebbe stata censurata per non offendere il presidente turco Erdogan.

I versi incriminati sarebbero i seguenti: Continua a leggere

Mozart non procrastinava manco per il cazzo

Procrastinazione

Molti di voi avranno sentito raccontare che Mozart compose l’ouverture del “Don Giovanni” la mattina stessa della prima assoluta dell’opera.
Riguardo a questa storiella, che gira da molto tempo su internet accompagnata da un ironico invito a non prendere le scadenze troppo sul serio, occorre fare alcune precisazioni.

1) Probabilmente non è vero.

Non ci sono fonti certe che attestano che Mozart abbia scritto l’ouverture del “Don Giovanni” il giorno stesso in cui l’opera venne eseguita per la prima volta. Si tratta semplicemente di una delle tante leggende che circolano intorno alla vita del compositore. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “I Promessi Sposi” di Guardì

“Siamo povera genteeeeh…
non abbiamo fatto gnienteeeeh…
siamo povera genteeeeh…”

(più o meno in ogni momento nel corso dello spettacolo)

I Promessi Sposi 1

Il 29 aprile del 2010, facendo zappign, mi imbattei in Giorgio Albertazzi che leggeva un brano de “I Promessi Sposi” nel Duomo di Milano. Lì per lì la cosa non mi fece né caldo né freddo ma poi notai che c’erano anche Vittorio Matteucci e Christian Gravina che duettavano, così decisi di approfondire.
Si trattava dell’anteprima mondiale de “I Promessi Sposi”, opera moderna con libretto di Michele Guardì e musiche di Pippo Flora. Tre mesi dopo, il 18 giugno 2010, lo spettacolo debuttò a San Siro, il 1° settembre dello stesso anno il debutto venne trasmesso in prima serata e tre giorni dopo uscì in DVD dell’opera.

Spesso il recensore, nel tentativo di parlare sia degli aspetti positivi che di quelli negativi di un’opera, corre il rischio di essere ambiguo, di lasciare dei dubbi su quale sia realmente il proprio punto di vista. Per quanto riguarda questo spettacolo questo rischio non c’è: “I Promessi Sposi” di Guardì è un abominio agli occhi di Dio. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Don Juan” di Félix Gray

“Les fleurs du mal, les fleurs de lys
Perdent leurs pétales, c’est pareil, c’est pareil
Les jeux du bal, les jeux du vice
Ça m’est égal s’ils ne m’emmènent pas au ciel.
Je ne serai jamais complice
de ceux qui veulent m’emmener vers le ciel”

(I fiori del male, i fiori di giglio,/perdono i loro petali. Sì, è così./Le gioie della danza, le gioie del vizio/per me sono la stessa cosa, se non mi portano al cielo./Non sarò mai complice/di quelli che vogliono portarmi in cielo.)

(Da “Les fleurs du mal”)

Don Juan

Proseguiamo la nostra breve storia dell’Opera Moderna spostandoci nel Canada francese, dove nel 2003 il cantautore Félix Gray mette in scena lo spettacolo “Don Juan”.
È interessante parlarne in questa sede perché osservandone la drammaturgia, e in special modo i variegati recitativi, si scopre che la comédie musicale in francese ha molto più a spartire con l’Opera che con il Musical. E di conseguenza come mai l’Opera Moderna sia nata proprio in Francia. Continua a leggere

La Nestlé, Peppa Pig e il libero mercato

Molti di voi sapranno che diversi anni fa la Nestlé, colosso dell’industria alimentare, venne coinvolta in uno scandalo riguardo alla vendita di latte in polvere.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, saltò fuori che i furboni della multinazionale svizzera (e non solo loro) vendevano latte in polvere nel Terzo Mondo spacciandolo come migliore del latte materno.
Studiate campagne pubblicitarie presentavano il latte artificiale come un prodotto da mondo civilizzato, e l’allattamento al seno come roba da selvaggi. In più alle neomamme venivano offerte confezioni omaggio che duravano giusto il tempo di far andare via il latte materno (un’operazione di marketing da veri bastardi). Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: una premessa

Quella che comincio oggi è una rubrica dedicata a quegli spettacoli usciti soprattutto nel decennio scorso, definiti “opere moderne” dagli autori.
Una definizione non particolarmente apprezzata dalla maggior parte del pubblico ma a mio avviso corretta. Per questo motivo ho deciso di cominciare questa rubrica con questa premessa, con la quale vorrei spigare come perché non mi ritrovo affatto nell’adorabile scetticismo di quelli che, di fronte a spettacoli come “Notre-Dame de Paris” o “Tosca Amore Disperato”. esclamano “Ma quali opere? Sono musical!”.

Notre-Dame de Paris 1 Continua a leggere