Archivio tag: Tosca

Breve storia dell’Opera Moderna: “Tosca Amore Disperato”

“Sono un artista, sono un pittore.
Ho ancora le mani sporche di colore.
Penso le cose a modo mio.
Penso all’amore e mi viene in mente Dio.”

(da “Vento”)

Tosca Dalla 1

“Tosca Amore Disperato”, scritta e musicata da Lucio Dalla, è la seconda opera moderna prodotta in Italia da David Zard. Si tratta di una riscrittura moderna della “Tosca” di Puccini.

Inizialmente pensata per un cast che doveva comprendere Sabrina Ferilli, Franco Califano e Max Gazzè, l’opera venne invece messa in scena con Graziano Galatone nel ruolo di Cavaradossi, Rosalia Misseri in quello di Tosca e Vittorio Matteucci in quello di Scarpia. Tra i comprimari è degno di nota Lalo Cibelli, interprete di molte altre produzioni teatral-musicali italiane. Continua a leggere

I have a dream (che riguarda i teatri lirici italiani)

Lampadario Scala

Dal momento che abito a Bergamo, seguo ogni anno con attenzione la stagione lirica del Teatro Donizetti e qualcosina dei teatri del circondario (come il Coccia di Novara, il Regio di Torino o la Scala di Milano).
Ieri sera, in questo teatro, è andata in scena la prova generale della “Tosca”, con la regia di Ugo De Hana. “Pieno di giovani”, scrive “L’Eco di Bergamo”.
Questo non può che farmi piacere. Dirò tuttavia una cosa.
È davvero così eccitante assistere a una messa in scena della “Tosca”, opera senza dubbio bellissima ma rappresentata già mille e mille volte, trasmessa in televisione eccetera?
D’accordo… probabilmente parlo come un frequentatore abituale di teatri lirici, abituato a vedere questi titoli riproposti fino allo stremo. Ci sono anche spettatori, soprattutto giovani, che la “Tosca” l’hanno vista ieri sera per la prima volta (e anche questo non mi sembra un pensiero tanto incoraggiante). Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: una premessa

Quella che comincio oggi è una rubrica dedicata a quegli spettacoli usciti soprattutto nel decennio scorso, definiti “opere moderne” dagli autori.
Una definizione non particolarmente apprezzata dalla maggior parte del pubblico ma a mio avviso corretta. Per questo motivo ho deciso di cominciare questa rubrica con questa premessa, con la quale vorrei spigare come perché non mi ritrovo affatto nell’adorabile scetticismo di quelli che, di fronte a spettacoli come “Notre-Dame de Paris” o “Tosca Amore Disperato”. esclamano “Ma quali opere? Sono musical!”.

Notre-Dame de Paris 1 Continua a leggere

Il fatto che una regia faccia schifo non vuol dire che sia moderna

Come tutti sapete, si è da poco aperta la nuova stagione della Scala.
Una delle cose che mi ha maggiormente irritato dei commenti del giorno dopo è che, come spesso accade, i molti spettatori che hanno criticato lo spettacolo sono stati liquidati con l’accusa di essere dei tradizionalisti contrari alle regie moderne.

Mettiamo, quindi, in chiaro una cosa: quelli che hanno criticato questa regia non sono contro le regie moderne e, soprattutto, la Traviata di sabato non era moderna.
Non lo era così come non lo sono le regie della Föra da i Bal (o come accidenti si chiama), Callixto Bieito o altri registi i cui lavori sono semplicemente brutti e vengono spacciati per moderni. Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Puccini”, la fiction del 2009

“Perché scrivo, Elvira? Verdi è stato l’anima del Risorgimento, un mondo che è finito senza che ne sia nato uno nuovo. Chi la vuole ascoltare la mia musica?”

(Puccini in un momento di grande ottimismo)

Nel marzo del 2009, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini (in realtà l’anniversario era stato l’anno prima, ma evidentemente le cose erano andate per le lunghe) mandò in onda una fiction sulla vita del compositore lucchese. Come potrete immaginare se conoscete il livello delle moderne fiction italiane, il risultato fu letteralmente raccapricciante. E in effetti pubblicare questa recensione subito dopo quella sullo sceneggiato di Bolchi significa fare un paragone impietoso, ma pazienza. Dopotutto, il recensore pietoso uccide lo spettatore. Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Puccini”

“Voi siete certamente l’autore anche della commedia o del dramma che si rappresenta in casa vostra. Perché non potete fare uno dei vostri finali, e questo giù dal palcoscenico succede: che la storia continui e non diverta più nessuno, né commuova. Anzi, io scommetto che voi siete infelice. Non da piangere, che è un piacere molto sottile, come voi ben sapete, ma veramente infelice, e capace di rendere abbastanza infelici anche quelli che vi vogliono bene.”

(Sybil Seligman psicanalizza Puccini)

 

Alberto Lionello nei panni di Puccini

Alberto Lionello nei panni di Puccini

Oggi voglio raccontarvi una bella favola.
Questa favola si svolge in un tempo lontano, prima della De Filippi, delle serie TV americane sulla gente che vive al di sopra delle proprie possibilità e dei programmi doppiati male su DMax e RealTime. All’epoca, guardare la televisione era considerata un’attività un po’ da nerd (ma tanto all’epoca questa parola non esisteva), magari un passatempo frivolo, ma non una cosa di cui vergognarsi, poiché i programmi, che pure erano talvolta infantili e un po’ sciocchi, non precipitavano mai nel baratro del cattivo gusto e, talvolta, raggiungevano anche livelli molto alti.
Una delle cose che rendeva così bella quell’epoca d’oro dimenticata erano gli sceneggiati. Vale a dire, filmoni a puntate lunghi ore e ore sui grandi classici della letteratura e le vite dei grandi uomini del passato, recitati da attoroni di stirpe e ammirati da un pubblico che veniva così alfabetizzato senza neanche rendersene conto.
E uno dei più grandi autori di sceneggiati televisivi era Sandro Bolchi, padre di capolavori quali I Miserabili (forse la cosa più bella trasmessa in TV in quegli anni), I promessi sposi, I fratelli Karamazov e Il mulino del Po. Tra questi capolavori, ce n’è anche uno che racconta, in cinque puntate, la vita di un grande compositore: Puccini. Continua a leggere