Archivio tag: Teatro

I have a dream (che riguarda i teatri lirici italiani)

Lampadario Scala

Dal momento che abito a Bergamo, seguo ogni anno con attenzione la stagione lirica del Teatro Donizetti e qualcosina dei teatri del circondario (come il Coccia di Novara, il Regio di Torino o la Scala di Milano).
Ieri sera, in questo teatro, è andata in scena la prova generale della “Tosca”, con la regia di Ugo De Hana. “Pieno di giovani”, scrive “L’Eco di Bergamo”.
Questo non può che farmi piacere. Dirò tuttavia una cosa.
È davvero così eccitante assistere a una messa in scena della “Tosca”, opera senza dubbio bellissima ma rappresentata già mille e mille volte, trasmessa in televisione eccetera?
D’accordo… probabilmente parlo come un frequentatore abituale di teatri lirici, abituato a vedere questi titoli riproposti fino allo stremo. Ci sono anche spettatori, soprattutto giovani, che la “Tosca” l’hanno vista ieri sera per la prima volta (e anche questo non mi sembra un pensiero tanto incoraggiante). Continua a leggere

Produzione in diretta: scaletta

Qualche giorno fa ho pubblicato le prime note di regia per lo spettacolo “Matto in 12”, tratto dalla “Novella degli scacchi” di Stefan Zweig.

Passo ora a pubblicare la scaletta con l’ordine delle scene.

Premessa: questa scaletta sarà, naturalmente, suscettibile di cambiamenti più o meno grandi da qui alla stesura del copione completo. Consideriamo questa come la versione 0. Mano a mano che verranno aggiunte, tolte, modificate o spostate delle scene questo numero aumenterà di 1 o di 0.1 a seconda dell’entità delle modifiche apportate. Esempio: se la versione 2 della scaletta viene modificata significativamente si trasforma nella versione 3, mentre se viene modificata in superficialmente prende il nome di scaletta 2.1. È più facile da fare che da capire.
Per quanto mi riguarda considero modifiche sostanziali quelle che stravolgono completamente lo spettacolo, ad esempio l’eliminazione di un quadro o un cambio di finale. Una modifica superficiale è ad esempio lo spostamento di un’aria a prima o dopo di un dialogo.

In corsivo i numeri musicali. Dal momento che i testi delle liriche non sono ancora pronti, per il momento non mi è possibile indicarli attraverso titolo precisi. Continua a leggere

Produzione in diretta: il titolo, i personaggi e alcune note sulla musica

Qualche giorno fa ho lanciato una proposta dalle pagine di questo blog. Potete trovare i dettagli qui ma, per riassumere, l’idea è quella di presentare i vari pezzi del mio ultimo spettacolo mano a mano che li compongo. Ci tengo a ricordare che lo scopo è quello di aprire la produzione il più possibile a chiunque sia interessato, stimolando la riflessione sul testo.

La risposta iniziale è stata abbastanza positiva. È stato anche scritto un articolo a riguardo che potete trovare qui (e anche qui).

È quindi venuto il momento di pubblicare qualche appunto sulla natura dell’opera (per quanto riguarda la trama, rimando al primo articolo). Continua a leggere

La Nestlé, Peppa Pig e il libero mercato

Molti di voi sapranno che diversi anni fa la Nestlé, colosso dell’industria alimentare, venne coinvolta in uno scandalo riguardo alla vendita di latte in polvere.
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, saltò fuori che i furboni della multinazionale svizzera (e non solo loro) vendevano latte in polvere nel Terzo Mondo spacciandolo come migliore del latte materno.
Studiate campagne pubblicitarie presentavano il latte artificiale come un prodotto da mondo civilizzato, e l’allattamento al seno come roba da selvaggi. In più alle neomamme venivano offerte confezioni omaggio che duravano giusto il tempo di far andare via il latte materno (un’operazione di marketing da veri bastardi). Continua a leggere

Quei luoghi comuni secondo cui fare le cose male è facile e divertente

    Ieri sono stato a un rave-party. Mi sono sbronzato di brutto e ho ingollato una serie di pastiglie di cui ignoro la provenienza.
Stamane mi sono svegliato con un gran mal di testa, una cicatrice all’altezza del rene sinistro e un biglietto in tasca. Ecco cosa c’era scritto.

    “Caro Me sobrio di domani,
sono il tuo Io sbronzo di ieri. Volevo dirti di smetterla con tutti i tuoi discorsi su cosa è bello, cosa non è bello e come dovrebbero lavorare i vari artisti.
1) Chi ti credi di essere?
2) Sei pesante! Tutto questo parlare di come si fa questo e come si fa quest’altro è pesante! Fare le cose a cazzo di cane è molto più facile, molto più divertente e molto più vicino al pubblico! Poi non ti lamentare se la gente ti trova noioso e non ti invita alle feste.

Il tuo Io sbronzo di ieri

P.S.: Fatti controllare dall’urologo perché ieri a una certa le cose sono degenerate e nessuno ha badato tanto alle condizioni di salute o al sesso dei propri partner.”

    Naturalmente ho pensato a uno scherzo, perché non scriverei mai una cosa del genere neppure dopo essermi sbronzato e aver mandato giù dozzine di stupefacenti (ma dall’urologo ci sono andato lo stesso perché su certe cose è meglio andare sul sicuro). Questa lettera, però, mi ha fornito l’ispirazione per un articolo sui vari miti da sfatare riguardo al fare le cose a cazzo di cane. L’articolo che state leggendo. Continua a leggere