Archivio tag: Richard Wagner

I cantanti d’Opera sapevano recitare anche prima della Callas

Netrebko Chenier

Ieri la RAI ha trasmesso in diretta l’apertura della stagione lirica milanese. Durante l’intervallo i presentatori hanno scambiato due chiacchiere con alcuni ospiti nel foyer, i quali ovviamente sono stati prodighi di complimenti nei confronti dei cantanti. Ne hanno sottolineato in particolare le doti interpretative e una di loro (ignoro chi fosse, ma non ha alcuna importanza) ha detto una frase che mi ha colpito: “Una volta i cantanti dovevano solo saper cantare, dopo la Callas devono essere anche dei bravi attori!”.

Non è la prima volta che sento questa sciocchezza e vorrei spendere due parole per dimostrare perché di sciocchezza si tratta. Per farlo ho chiesto l’aiuto di Gianguido Mussomeli – altresì noto col nome d’arte di mozart2006 – giornalista, conferenziere e più in generale uno che di ‘ste cose ne sa a pacchi. Insieme abbiamo raccolto alcuni esempi di come la recitazione sia sempre stata un’arte importante per i cantanti d’Opera, ben prima dell’epoca moderna e ben prima dell’esordio dell’ottima Maria Callas.
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Cinema ed Autori: “Il clan Wagner”

“Noi Wagner rispettiamo… anzi, noi siamo la tradizione.”

(Cosima Wagner rivolta a un pretendente di sua figlia)

Il clan Wagner

Venerdì scorso è andata in onda la prima puntata dello sceneggiato “Il clan Wagner – storia di una famiglia”, diretto da Christiane Balthasar, che racconta le vicende della famiglia Wagner. La seconda punta andrà in onda questo venerdì.

Lo sceneggiato, prodotto nel 2013 da delle emittenti televisive tedesche e austriache in occasione del bicentenario del compositore tedesco, inizia con la morte di Richard Wagner, in seguito alla quale sua moglie Cosima spinge i figli Eva, Isolde e Siegfried a pronunciare un tremendo giuramento: le loro vite saranno consacrate alla memoria del padre, perché il suo lavoro non sia mai dimenticato.
Assistiamo così a una serie di intrighi, scandali e litigi familiari che si consumano nel corso delle varie edizioni del prestigioso Festival di Bayreuth.

Andrò subito al punto: cazzo me ne frega della vita dei familiari di Wagner?
Un film del genere ha senso nel momento in cui, attraverso la vita di una famiglia, racconta l’opera di un compositore e il modo in cui è stata recepita nel tempo. “Il clan Wagner”, invece, procede pigramente tra inciuci, ammucchiate di vario genere, negri che ballano intorno al fuoco e ricchi fattoni blandamente antisemiti.
Una cosa che salta subito all’occhio guardando lo sceneggiato è che si potrebbe tranquillamente cambiarne il titolo in “Il clan Wagner – storia di una famiglia di stronzi”. L’unico personaggio simpatico, infatti, è Siegfried. Suppongo c’entri qualcosa il fatto che Katharina Wagner, attuale direttrice del festival, è una sua diretta discendente.
Va detto che la componente scandalistica non è mai eccessiva o gratuita. Semplicemente ogni tanto si ha l’impressione di star guardando “Sensualità a corte” o “Elisa di Rivombrosa”.

Questa, almeno è l’impressione che ho avuto dello sceneggiato dopo aver visto la prima puntata. Non nego che in seguito le cose potrebbero migliorare, ma in quel caso spero migliorino nella prima mezz’ora perché subito dopo io mi guardo lo show di Crozza.

Breve storia dell’Opera Moderna: “I Promessi Sposi” di Guardì

“Siamo povera genteeeeh…
non abbiamo fatto gnienteeeeh…
siamo povera genteeeeh…”

(più o meno in ogni momento nel corso dello spettacolo)

I Promessi Sposi 1

Il 29 aprile del 2010, facendo zappign, mi imbattei in Giorgio Albertazzi che leggeva un brano de “I Promessi Sposi” nel Duomo di Milano. Lì per lì la cosa non mi fece né caldo né freddo ma poi notai che c’erano anche Vittorio Matteucci e Christian Gravina che duettavano, così decisi di approfondire.
Si trattava dell’anteprima mondiale de “I Promessi Sposi”, opera moderna con libretto di Michele Guardì e musiche di Pippo Flora. Tre mesi dopo, il 18 giugno 2010, lo spettacolo debuttò a San Siro, il 1° settembre dello stesso anno il debutto venne trasmesso in prima serata e tre giorni dopo uscì in DVD dell’opera.

Spesso il recensore, nel tentativo di parlare sia degli aspetti positivi che di quelli negativi di un’opera, corre il rischio di essere ambiguo, di lasciare dei dubbi su quale sia realmente il proprio punto di vista. Per quanto riguarda questo spettacolo questo rischio non c’è: “I Promessi Sposi” di Guardì è un abominio agli occhi di Dio. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Giulietta e Romeo”

“Verona, l’amore,
Giulietta, l’amore,
Romeo, Verona.

Le pietre, l’aria, le persone, la città…
dal cielo scende l’aria e si fa respirare.
Amore, vita, morte: questa è la città
ma c’è nell’aria un odio che si può toccare.”

(da “Verona”)

Giulietta e Romeo

Dopo “Notre-Dame de Paris” tutti aspettavano impazienti di scoprire cos’altro avrebbe prodotto Riccardo Cocciante in Italia. La risposta arrivò cinque anni dopo, nel 2006, quando il compositore annunciò l’uscita dell’opera “Giulietta e Romeo”. Continua a leggere

Musicisti che criticano altri musicisti

Di recente ho letto un consiglio di un musicista d’oltreoceano rivolto agli artisti emergenti.

Parlare male di altre band appartenenti alla vostra stessa scena non peggiora la loro reputazione, bensì la vostra.

Lì per lì sono rimasto allibito da questa frase che mi sembrava un invito ai giovani a leccare senza dignità alla ricerca di una spintarella. Affermazioni del genere ne ho sentite spesso ma non avevo ancora sentito nessuno dire una cosa simile pubblicamente. Continua a leggere