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La differenza tra Opera e Musical

Oggi vorrei trattare un po’ più esaustivamente un argomento a cui si è già accennato svariate volte su questo sito: la differenza tra l’Opera e il Musical.

“Io sono appassionato sia di Musical che di Opera. Non mi interessa sapere quale sia la differenza! L’importante è emozionarsi!”

Cioè, sei un appassionato di Musical e/o di Opera ma non ti interessa sapere che cosa siano? Beh, mi sembra un atteggiamento… un po’ curioso, ma fai pure come ti pare! Continua a leggere

Produzione in diretta: scaletta

Qualche giorno fa ho pubblicato le prime note di regia per lo spettacolo “Matto in 12”, tratto dalla “Novella degli scacchi” di Stefan Zweig.

Passo ora a pubblicare la scaletta con l’ordine delle scene.

Premessa: questa scaletta sarà, naturalmente, suscettibile di cambiamenti più o meno grandi da qui alla stesura del copione completo. Consideriamo questa come la versione 0. Mano a mano che verranno aggiunte, tolte, modificate o spostate delle scene questo numero aumenterà di 1 o di 0.1 a seconda dell’entità delle modifiche apportate. Esempio: se la versione 2 della scaletta viene modificata significativamente si trasforma nella versione 3, mentre se viene modificata in superficialmente prende il nome di scaletta 2.1. È più facile da fare che da capire.
Per quanto mi riguarda considero modifiche sostanziali quelle che stravolgono completamente lo spettacolo, ad esempio l’eliminazione di un quadro o un cambio di finale. Una modifica superficiale è ad esempio lo spostamento di un’aria a prima o dopo di un dialogo.

In corsivo i numeri musicali. Dal momento che i testi delle liriche non sono ancora pronti, per il momento non mi è possibile indicarli attraverso titolo precisi. Continua a leggere

Produzione in diretta: il titolo, i personaggi e alcune note sulla musica

Qualche giorno fa ho lanciato una proposta dalle pagine di questo blog. Potete trovare i dettagli qui ma, per riassumere, l’idea è quella di presentare i vari pezzi del mio ultimo spettacolo mano a mano che li compongo. Ci tengo a ricordare che lo scopo è quello di aprire la produzione il più possibile a chiunque sia interessato, stimolando la riflessione sul testo.

La risposta iniziale è stata abbastanza positiva. È stato anche scritto un articolo a riguardo che potete trovare qui (e anche qui).

È quindi venuto il momento di pubblicare qualche appunto sulla natura dell’opera (per quanto riguarda la trama, rimando al primo articolo). Continua a leggere

È morta Magda Olivero

Oggi, tornando a casa, sono stato accolto da questa notizia non proprio allegra.

Che posso dire? Per molti oggi si conclude un pezzo di Storia, quella della loro generazione (musicale). E forse io, anche se non ho avuto il privilegio d’anagrafe di assistere “in diretta” ai suoi grandi successi, sono tra questi. Continua a leggere

Produzione in diretta

In genere, quando ho un’idea per uno spettacolo, aspetto sempre di avere qualcosa di tangibile in mano (come una bozza) prima di parlarne a qualcuno. Uscire prima del tempo dalla testa degli autori non fa bene agli spettacoli. Li espone ai giudizi del pubblico prima che siano pronti e di conseguenza le idee perdono spontaneità.
Negli ultimi anni, però, ho notato che, per essere schietti, a nessuno frega granché dei progetti del prossimo. No, non sto parlando solo di progettini sfigati messi insieme con compagnie scalcagnate di provincia (a parte il fatto che anche l’idea di un autore che ha a disposizione una compagnia scalcagnata può essere degna di interesse). In questi anni ho collaborato con diverse testate online che si occupano di teatro e ho scoperto che ogni volta che scrivevo una recensione mi ritrovavo a parlare da solo o, nel migliore dei casi, a litigare con un paio di persone che avevano lavorato allo spettacolo e mi davano dell’incompetente per aver mosso loro una critica.
Parallelamente, ho assistito alla nascita di migliaia di scuole di musical, corsi di teatro, band, compagnie teatrali… ma ciascuna di queste realtà proponeva, sostanzialmente, la stessa cosa (chi frequenta i concerti delle band emergenti sa di cosa parlo: cover-band come se piovesse, gruppi che fanno tutti lo stesso genere…). Ma come è possibile, mi sono chiesto, che a un tale fermento creativo corrisponda una tale mancanza di dialogo tra gli addetti ai lavori? Come è possibile che in mezzo a tanta gente che produce ci sia così poco interesse per le idee in sé? Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Puccini”

“Voi siete certamente l’autore anche della commedia o del dramma che si rappresenta in casa vostra. Perché non potete fare uno dei vostri finali, e questo giù dal palcoscenico succede: che la storia continui e non diverta più nessuno, né commuova. Anzi, io scommetto che voi siete infelice. Non da piangere, che è un piacere molto sottile, come voi ben sapete, ma veramente infelice, e capace di rendere abbastanza infelici anche quelli che vi vogliono bene.”

(Sybil Seligman psicanalizza Puccini)

 

Alberto Lionello nei panni di Puccini

Alberto Lionello nei panni di Puccini

Oggi voglio raccontarvi una bella favola.
Questa favola si svolge in un tempo lontano, prima della De Filippi, delle serie TV americane sulla gente che vive al di sopra delle proprie possibilità e dei programmi doppiati male su DMax e RealTime. All’epoca, guardare la televisione era considerata un’attività un po’ da nerd (ma tanto all’epoca questa parola non esisteva), magari un passatempo frivolo, ma non una cosa di cui vergognarsi, poiché i programmi, che pure erano talvolta infantili e un po’ sciocchi, non precipitavano mai nel baratro del cattivo gusto e, talvolta, raggiungevano anche livelli molto alti.
Una delle cose che rendeva così bella quell’epoca d’oro dimenticata erano gli sceneggiati. Vale a dire, filmoni a puntate lunghi ore e ore sui grandi classici della letteratura e le vite dei grandi uomini del passato, recitati da attoroni di stirpe e ammirati da un pubblico che veniva così alfabetizzato senza neanche rendersene conto.
E uno dei più grandi autori di sceneggiati televisivi era Sandro Bolchi, padre di capolavori quali I Miserabili (forse la cosa più bella trasmessa in TV in quegli anni), I promessi sposi, I fratelli Karamazov e Il mulino del Po. Tra questi capolavori, ce n’è anche uno che racconta, in cinque puntate, la vita di un grande compositore: Puccini. Continua a leggere