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La differenza tra Opera e Musical

Oggi vorrei trattare un po’ più esaustivamente un argomento a cui si è già accennato svariate volte su questo sito: la differenza tra l’Opera e il Musical.

“Io sono appassionato sia di Musical che di Opera. Non mi interessa sapere quale sia la differenza! L’importante è emozionarsi!”

Cioè, sei un appassionato di Musical e/o di Opera ma non ti interessa sapere che cosa siano? Beh, mi sembra un atteggiamento… un po’ curioso, ma fai pure come ti pare! Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “I Promessi Sposi” di Guardì

“Siamo povera genteeeeh…
non abbiamo fatto gnienteeeeh…
siamo povera genteeeeh…”

(più o meno in ogni momento nel corso dello spettacolo)

I Promessi Sposi 1

Il 29 aprile del 2010, facendo zappign, mi imbattei in Giorgio Albertazzi che leggeva un brano de “I Promessi Sposi” nel Duomo di Milano. Lì per lì la cosa non mi fece né caldo né freddo ma poi notai che c’erano anche Vittorio Matteucci e Christian Gravina che duettavano, così decisi di approfondire.
Si trattava dell’anteprima mondiale de “I Promessi Sposi”, opera moderna con libretto di Michele Guardì e musiche di Pippo Flora. Tre mesi dopo, il 18 giugno 2010, lo spettacolo debuttò a San Siro, il 1° settembre dello stesso anno il debutto venne trasmesso in prima serata e tre giorni dopo uscì in DVD dell’opera.

Spesso il recensore, nel tentativo di parlare sia degli aspetti positivi che di quelli negativi di un’opera, corre il rischio di essere ambiguo, di lasciare dei dubbi su quale sia realmente il proprio punto di vista. Per quanto riguarda questo spettacolo questo rischio non c’è: “I Promessi Sposi” di Guardì è un abominio agli occhi di Dio. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Giulietta e Romeo”

“Verona, l’amore,
Giulietta, l’amore,
Romeo, Verona.

Le pietre, l’aria, le persone, la città…
dal cielo scende l’aria e si fa respirare.
Amore, vita, morte: questa è la città
ma c’è nell’aria un odio che si può toccare.”

(da “Verona”)

Giulietta e Romeo

Dopo “Notre-Dame de Paris” tutti aspettavano impazienti di scoprire cos’altro avrebbe prodotto Riccardo Cocciante in Italia. La risposta arrivò cinque anni dopo, nel 2006, quando il compositore annunciò l’uscita dell’opera “Giulietta e Romeo”. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Dracula Opera Rock”

“Dracula
è il nome mio,
venite a me,
vi aspettavo da secoli.
La notte fuori è gelida,
l’oscurità
è amica mia
dal mattino fino all’eternità.”

(Da “Il mio nome è Dracula”, versione teatrale)

Dracula 1

Dopo il lungo excursus francese della volta scorsa ritorniamo in Italia e a una produzione firmata David Zard. Si tratta di “Dracula”, un’opera rock scritta nel 2005 dalla Premiata Forneria Marconi su libretto di Vincenzo Incenzo.
Lo spettacolo non ha avuto molto successo, tanto che non ne esiste neppure una ripresa video professionale ed anche il CD contenete i brani dell’opera, che con un po’ di fortuna potete trovare su eBay, è piuttosto raro. Per ironia della sorte proprio quest’opera fallimentare e difficilmente reperibile è l’unica, tra quelle prodotte in Italia, degna di giocarsela ad armi pari con “Notre-Dame de Paris”. Dirò di più: ci sono momenti in cui penso che sia anche meglio. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Tosca Amore Disperato”

“Sono un artista, sono un pittore.
Ho ancora le mani sporche di colore.
Penso le cose a modo mio.
Penso all’amore e mi viene in mente Dio.”

(da “Vento”)

Tosca Dalla 1

“Tosca Amore Disperato”, scritta e musicata da Lucio Dalla, è la seconda opera moderna prodotta in Italia da David Zard. Si tratta di una riscrittura moderna della “Tosca” di Puccini.

Inizialmente pensata per un cast che doveva comprendere Sabrina Ferilli, Franco Califano e Max Gazzè, l’opera venne invece messa in scena con Graziano Galatone nel ruolo di Cavaradossi, Rosalia Misseri in quello di Tosca e Vittorio Matteucci in quello di Scarpia. Tra i comprimari è degno di nota Lalo Cibelli, interprete di molte altre produzioni teatral-musicali italiane. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna (intermezzo): David Zard

Ma non sa la poverina
che se l’opera va giù,
si dirà poi la mattina,
“L’impresario non c’è più.”

(“L’impresario in angustie” – 1786)

Zard 1 Prima di continuare con questa rassegna cronologica degli spettacoli usciti negli ultimi anni sotto la definizione di “opera moderna” vorrei fare un breve intermezzo che dia ai miei lettori un’idea di quale fosse l’aria che si respirava nell’ambiente teatrale di quegli anni. E vorrei farlo attraverso un personaggio indubbiamente importante per il teatro di quell’epoca: David Zard.
È una figura che per quanto riguarda il teatro musicale ha sia dei meriti che delle colpe. Premetto che io qui esaminerò principalmente queste ultime, in quanto, se escludiamo “Notre-Dame”, tutti gli spettacoli che ha prodotto in Italia sono andati male (chi dice il contrario mente sapendo di mentire). Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Le Petit Prince”

*“Apprivoise-moi, je t’en pris,
si tu as besoin d’un ami.
Et jusqu’à ma dernière seconde
tu resteras unique au monde…
Mais si tu sais m’apprivoiser
ma vie sera ensoleillée.
Je connaîtrais ton bruit de pas
qui m’appellera hors du terrier”

Addomesticami, ti prego,/se hai bisogno di un amico./E fino all’ultimo secondo/tu resterai unico al mondo./Se tu mi addomestichi/la mia vita sarà illuminata./Conoscerò il rumore dei tuoi passi/che mi farà uscire dalla mia tana.

(Da “Apprivoise-moi”)

Le Petit Prince 1

L’avventura di Riccardo Cocciante nel teatro musicale francese proseguì con l’adattamento di un altro capolavoro della letteratura d’oltralpe: “Il Piccolo Principe”.
Si tratta di uno spettacolo completamente diverso rispetto al precedente “Notre-Dame de Paris”. Scompaiono le grandi passioni, i tormenti tragici, le tinte forti; quella che viene racconta è una storia dalla disarmante semplicità, eppure incredibilmente profonda.
Lo spettacolo ha debuttato il primo ottobre del 2002 al Casinò de Paris e non è mai stato tradotto in italiano. Secondo l’opposizione degli eredi di Saint-Exupéry (committenti dell’opera), stando alle fonti ufficiali, ma alcuni detrattori hanno insinuato che Cocciante non fosse particolarmente fiero del proprio lavoro e non abbia avuto il coraggio di tradurlo. Chi ha ragione? C’è un solo modo per scoprirlo: andare a controllare i testi, la partitura e la messa in scena. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Notre-Dame de Paris”

“È una storia che ha per luogo
Parigi nell’anno del Signore
Millequattrocentottantadue.
Storia d’amore e di passione.
E noi, gli artisti senza nome
della scultura e della rima
la faremo rivivere
da oggi all’avvenire.”

(Da “Il tempo delle cattedrali”)

 

Notre-Dame logo

Lo spettacolo

Lo ammetto. Per recensire “Notre-Dame de Paris” devo abbandonarmi ai ricordi del “dolce tempo de la prima etade”. Parliamo infatti di uno spettacolo che ha debuttato ben sedici anni fa in Francia e dodici anni fa in Italia. All’epoca in cui lo vidi ero giovane ed entusiasta ma cercherò di fare in modo che questo non influisca sul mio giudizio in questa recensione. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: una premessa

Quella che comincio oggi è una rubrica dedicata a quegli spettacoli usciti soprattutto nel decennio scorso, definiti “opere moderne” dagli autori.
Una definizione non particolarmente apprezzata dalla maggior parte del pubblico ma a mio avviso corretta. Per questo motivo ho deciso di cominciare questa rubrica con questa premessa, con la quale vorrei spigare come perché non mi ritrovo affatto nell’adorabile scetticismo di quelli che, di fronte a spettacoli come “Notre-Dame de Paris” o “Tosca Amore Disperato”. esclamano “Ma quali opere? Sono musical!”.

Notre-Dame de Paris 1 Continua a leggere

Il fatto che una regia faccia schifo non vuol dire che sia moderna

Come tutti sapete, si è da poco aperta la nuova stagione della Scala.
Una delle cose che mi ha maggiormente irritato dei commenti del giorno dopo è che, come spesso accade, i molti spettatori che hanno criticato lo spettacolo sono stati liquidati con l’accusa di essere dei tradizionalisti contrari alle regie moderne.

Mettiamo, quindi, in chiaro una cosa: quelli che hanno criticato questa regia non sono contro le regie moderne e, soprattutto, la Traviata di sabato non era moderna.
Non lo era così come non lo sono le regie della Föra da i Bal (o come accidenti si chiama), Callixto Bieito o altri registi i cui lavori sono semplicemente brutti e vengono spacciati per moderni. Continua a leggere