Archivio tag: Giacomo Puccini

La differenza tra Opera e Musical

Oggi vorrei trattare un po’ più esaustivamente un argomento a cui si è già accennato svariate volte su questo sito: la differenza tra l’Opera e il Musical.

“Io sono appassionato sia di Musical che di Opera. Non mi interessa sapere quale sia la differenza! L’importante è emozionarsi!”

Cioè, sei un appassionato di Musical e/o di Opera ma non ti interessa sapere che cosa siano? Beh, mi sembra un atteggiamento… un po’ curioso, ma fai pure come ti pare! Continua a leggere

Monteverdi e noi

Monteverdi

Il 9 maggio del 1567, esattamente 450 anni fa, nacque uno dei fondatori del teatro lirico: Claudio Monteverdi.
Come redattore di un giornale che parla di musica, ma ancora di più come autore di teatro musicale, non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa per l’occasione.

Iniziai a pensare al da farsi già un anno fa. Dapprima pensai di realizzare una vera e propria settimana di Monteverdi, proponendo ogni giorno una delle sue le opere pervenuteci in forma completa. Un’idea che ho scartato quasi subito: ci sono divulgatori molto più bravi di me per quello, anche se non hanno molta voglia di agire, almeno stando a quanto affermato qualche settimana fa da Rinaldo Alessandrini (e se lo dice lui c’è da crederci). Io al massimo posso invitarvi ad armarvi di CD e DVD per organizzare un mini-festival nel salotto di casa vostra in compagnia di tutti gli amici che vorranno unirsi a voi. Tutti e due.
Quello che voglio proporvi oggi è piuttosto un articolo molto personale, che non riguarda me come articolista quanto come autore e spettatore.
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Il trionfo dell’Italia agli Europei e la “Turandot” di Puccini

Come sapete, non sono una di quelle persone (una di quelle orribili persone) che non segue il calcio perché trova sia una perdita di tempo ma perde il 99% del suo tempo per farlo sapere agli altri. Io ogni tanto una partita me la vedo con piacere, e con piacere seguo le imprese della nostra nazionale di calcio.
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Breve storia dell’Opera Moderna: “I Promessi Sposi” di Guardì

“Siamo povera genteeeeh…
non abbiamo fatto gnienteeeeh…
siamo povera genteeeeh…”

(più o meno in ogni momento nel corso dello spettacolo)

I Promessi Sposi 1

Il 29 aprile del 2010, facendo zappign, mi imbattei in Giorgio Albertazzi che leggeva un brano de “I Promessi Sposi” nel Duomo di Milano. Lì per lì la cosa non mi fece né caldo né freddo ma poi notai che c’erano anche Vittorio Matteucci e Christian Gravina che duettavano, così decisi di approfondire.
Si trattava dell’anteprima mondiale de “I Promessi Sposi”, opera moderna con libretto di Michele Guardì e musiche di Pippo Flora. Tre mesi dopo, il 18 giugno 2010, lo spettacolo debuttò a San Siro, il 1° settembre dello stesso anno il debutto venne trasmesso in prima serata e tre giorni dopo uscì in DVD dell’opera.

Spesso il recensore, nel tentativo di parlare sia degli aspetti positivi che di quelli negativi di un’opera, corre il rischio di essere ambiguo, di lasciare dei dubbi su quale sia realmente il proprio punto di vista. Per quanto riguarda questo spettacolo questo rischio non c’è: “I Promessi Sposi” di Guardì è un abominio agli occhi di Dio. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Tosca Amore Disperato”

“Sono un artista, sono un pittore.
Ho ancora le mani sporche di colore.
Penso le cose a modo mio.
Penso all’amore e mi viene in mente Dio.”

(da “Vento”)

Tosca Dalla 1

“Tosca Amore Disperato”, scritta e musicata da Lucio Dalla, è la seconda opera moderna prodotta in Italia da David Zard. Si tratta di una riscrittura moderna della “Tosca” di Puccini.

Inizialmente pensata per un cast che doveva comprendere Sabrina Ferilli, Franco Califano e Max Gazzè, l’opera venne invece messa in scena con Graziano Galatone nel ruolo di Cavaradossi, Rosalia Misseri in quello di Tosca e Vittorio Matteucci in quello di Scarpia. Tra i comprimari è degno di nota Lalo Cibelli, interprete di molte altre produzioni teatral-musicali italiane. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna (intermezzo): David Zard

Ma non sa la poverina
che se l’opera va giù,
si dirà poi la mattina,
“L’impresario non c’è più.”

(“L’impresario in angustie” – 1786)

Zard 1 Prima di continuare con questa rassegna cronologica degli spettacoli usciti negli ultimi anni sotto la definizione di “opera moderna” vorrei fare un breve intermezzo che dia ai miei lettori un’idea di quale fosse l’aria che si respirava nell’ambiente teatrale di quegli anni. E vorrei farlo attraverso un personaggio indubbiamente importante per il teatro di quell’epoca: David Zard.
È una figura che per quanto riguarda il teatro musicale ha sia dei meriti che delle colpe. Premetto che io qui esaminerò principalmente queste ultime, in quanto, se escludiamo “Notre-Dame”, tutti gli spettacoli che ha prodotto in Italia sono andati male (chi dice il contrario mente sapendo di mentire). Continua a leggere

Cinema ed autori: “La famiglia Ricordi”

“Cherubini, Pergolesi, Spontini… ogni teatro che vorrà eseguire una di queste opere dovrà passare in cassa, a Casa Ricordi… e pagare!”

(Ricordi sintetico sulla sua attività di editore)

Recentemente ho avuto modo di vedere “Il giovane favoloso”, film basato sulla vita di Giacomo Leopardi. L’ho apprezzato moltissimo, senza riserve, come non mi capitava da tempo per un film italiano.
“Vabbè” direte voi “ma c’entra con questo sito? Leopardi mica era un musicista.”.
Ebbene, dovete sapere che non tutti condividono il mio entusiasmo per quel film. L’ho infatti sentito criticare questo film definendolo “didascalico”, “gossipparo” e “televisivo”. Non sono d’accordo, sinceramente, in quanto ho trovato che fosse girato molto bene, come un film, appunto, non come un programma televisivo.
A volte penso che certe critiche vengano rivolte ai film italiani a prescindere, senza capire neanche cosa significhino.
Per fare chiarezza sul significato di certi aggettivi, voglio portarvi l’esempio di uno sceneggiato che ho visto in questi giorni e che, purtroppo, meriterebbe davvero tutte queste definizioni. Si tratta de “La famiglia Ricordi”, di Mauro Bolognini. Continua a leggere

I have a dream (che riguarda i teatri lirici italiani)

Lampadario Scala

Dal momento che abito a Bergamo, seguo ogni anno con attenzione la stagione lirica del Teatro Donizetti e qualcosina dei teatri del circondario (come il Coccia di Novara, il Regio di Torino o la Scala di Milano).
Ieri sera, in questo teatro, è andata in scena la prova generale della “Tosca”, con la regia di Ugo De Hana. “Pieno di giovani”, scrive “L’Eco di Bergamo”.
Questo non può che farmi piacere. Dirò tuttavia una cosa.
È davvero così eccitante assistere a una messa in scena della “Tosca”, opera senza dubbio bellissima ma rappresentata già mille e mille volte, trasmessa in televisione eccetera?
D’accordo… probabilmente parlo come un frequentatore abituale di teatri lirici, abituato a vedere questi titoli riproposti fino allo stremo. Ci sono anche spettatori, soprattutto giovani, che la “Tosca” l’hanno vista ieri sera per la prima volta (e anche questo non mi sembra un pensiero tanto incoraggiante). Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: una premessa

Quella che comincio oggi è una rubrica dedicata a quegli spettacoli usciti soprattutto nel decennio scorso, definiti “opere moderne” dagli autori.
Una definizione non particolarmente apprezzata dalla maggior parte del pubblico ma a mio avviso corretta. Per questo motivo ho deciso di cominciare questa rubrica con questa premessa, con la quale vorrei spigare come perché non mi ritrovo affatto nell’adorabile scetticismo di quelli che, di fronte a spettacoli come “Notre-Dame de Paris” o “Tosca Amore Disperato”. esclamano “Ma quali opere? Sono musical!”.

Notre-Dame de Paris 1 Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Puccini”, la fiction del 2009

“Perché scrivo, Elvira? Verdi è stato l’anima del Risorgimento, un mondo che è finito senza che ne sia nato uno nuovo. Chi la vuole ascoltare la mia musica?”

(Puccini in un momento di grande ottimismo)

Nel marzo del 2009, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini (in realtà l’anniversario era stato l’anno prima, ma evidentemente le cose erano andate per le lunghe) mandò in onda una fiction sulla vita del compositore lucchese. Come potrete immaginare se conoscete il livello delle moderne fiction italiane, il risultato fu letteralmente raccapricciante. E in effetti pubblicare questa recensione subito dopo quella sullo sceneggiato di Bolchi significa fare un paragone impietoso, ma pazienza. Dopotutto, il recensore pietoso uccide lo spettatore. Continua a leggere