Archivio tag: Francesco Maria Piave

Monteverdi e noi

Monteverdi

Il 9 maggio del 1567, esattamente 450 anni fa, nacque uno dei fondatori del teatro lirico: Claudio Monteverdi.
Come redattore di un giornale che parla di musica, ma ancora di più come autore di teatro musicale, non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa per l’occasione.

Iniziai a pensare al da farsi già un anno fa. Dapprima pensai di realizzare una vera e propria settimana di Monteverdi, proponendo ogni giorno una delle sue le opere pervenuteci in forma completa. Un’idea che ho scartato quasi subito: ci sono divulgatori molto più bravi di me per quello, anche se non hanno molta voglia di agire, almeno stando a quanto affermato qualche settimana fa da Rinaldo Alessandrini (e se lo dice lui c’è da crederci). Io al massimo posso invitarvi ad armarvi di CD e DVD per organizzare un mini-festival nel salotto di casa vostra in compagnia di tutti gli amici che vorranno unirsi a voi. Tutti e due.
Quello che voglio proporvi oggi è piuttosto un articolo molto personale, che non riguarda me come articolista quanto come autore e spettatore.
Continua a leggere

È giusto ambientare “La Traviata” ai giorni nostri?

In principio esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar. Egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del Suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata. A quell’epoca i registi d’Opera usavano ambientare “La Traviata” ai giorni nostri già da una quarantina d’anni. Questo per dirvi quando questa idea sia originale e innovativa.
Ma stabilito che l’idea di ambientare la più famosa opera di Giuseppe Verdi ai giorni nostri non è affatto un’idea nuova vorrei cercare di rispondere a un’altra domanda: ambientare “La Traviata” ai giorni nostri è una buona idea?
Continua a leggere

“La Traviata” a Romano di Lombardia

Come sapete non amo vedere opere che ho già visto mille volte. Anzi, fosse per me, le opere che ho già visto mille volte vieterei proprio di farle. Nel caso de “La Traviata” andata in scena a Romano di Lombardia la sera del 9 luglio 2016 come evento conclusivo del Rubini Festival, però, ho fatto volentieri un’eccezione.
Mi interessava scoprire quale sarebbe stato l’approccio di un gruppo di giovani cantanti (tutti finalisti delle varie edizioni del Concorso Rubini) con un’opera così impegnativa.

Ho avuto modo di assistere alle prove e ho notato che sin da subito a questi ragazzi è stato richiesto dal direttore artistico Marzio Giossi – che teneva la masterclass nel corso della quale è stata preparata l’opera – la stessa serietà dei professionisti affermati. Sono altresì rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare in questi interpreti anche la tranquillità tipica dei professionisti nell’affrontare un compito così spaventoso. Continua a leggere

Prima alla Scala 2013 – Tcherniakov NON divide il pubblico

Traviata 2013 2

I fischiatori della prima alla Scala sono come i partecipanti a una manifestazione: migliaia secondo gli organizzatori, cinque o sei secondo la questura.

È per questo motivo che oggi il risultato della Traviata di ieri sera è stato raccontato in maniera piuttosto edulcorata. I giornali hanno parlato di una messa in scena che “ha diviso il pubblico”, di “tanti applausi e qualche fischio”, o di “qualche contestazione” da parte “dei soliti tradizionalisti”. In realtà il pubblico di ieri sera ha letteralmente sommerso di fischi e pernacchie la messa in scena di Dimitri Tcherniakov. Nessuna platea spaccata a metà; il 99,9% degli spettatori era ed è tuttora concorde sulla necessità di defenestrare il regista russo. Chiunque vi abbia raccontato qualcosa di diverso vi ha mentito. Continua a leggere

Aspettando Violetta

Mancano ormai poche ore. Domani, sabato 7 dicembre 2013, il teatro alla Scala inaugurerà la nuova stagione con La Traviata di Giuseppe Verdi.

È già andata in scena la primina per gli hipster under30 e i rumors sono promettenti. Continua a leggere