Archivio tag: Cathialine Andria

Breve storia dell’Opera Moderna: Kamel Ouali

“È del poeta il fin la meraviglia.
Parlo dell’eccellente e non del goffo.
Chi non sa far stupir vada alla striglia!

(Giambattista Marino)

Premessa: la definizione “spetacle musical”

Prima di cominciare questo articolo vorrei fare una precisazione lessicale. Come molti di voi sapranno i francesi hanno la buona abitudine di fuggire come la peste qualsiasi termine non sia in lingua francese. Ragion per cui si sono sempre riferiti ai musical usando la definizione “comédie musicale”. Sfortuna vuole che questo termine sia anche la traduzione letterale dell’espressione “commedia musicale”, termine che si usa per indicare un genere teatrale che – per capirci – è quello di Garinei e Giovannini. Lo stesso genere teatrale a cui appartengono spettacoli come “Don Juan” o “Autant en emporte le vent”, il quale, purtroppo, con il Musical c’entra sì e no un cazzo. Anzi, sì e sì un cazzo. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Le Petit Prince”

*“Apprivoise-moi, je t’en pris,
si tu as besoin d’un ami.
Et jusqu’à ma dernière seconde
tu resteras unique au monde…
Mais si tu sais m’apprivoiser
ma vie sera ensoleillée.
Je connaîtrais ton bruit de pas
qui m’appellera hors du terrier”

Addomesticami, ti prego,/se hai bisogno di un amico./E fino all’ultimo secondo/tu resterai unico al mondo./Se tu mi addomestichi/la mia vita sarà illuminata./Conoscerò il rumore dei tuoi passi/che mi farà uscire dalla mia tana.

(Da “Apprivoise-moi”)

Le Petit Prince 1

L’avventura di Riccardo Cocciante nel teatro musicale francese proseguì con l’adattamento di un altro capolavoro della letteratura d’oltralpe: “Il Piccolo Principe”.
Si tratta di uno spettacolo completamente diverso rispetto al precedente “Notre-Dame de Paris”. Scompaiono le grandi passioni, i tormenti tragici, le tinte forti; quella che viene racconta è una storia dalla disarmante semplicità, eppure incredibilmente profonda.
Lo spettacolo ha debuttato il primo ottobre del 2002 al Casinò de Paris e non è mai stato tradotto in italiano. Secondo l’opposizione degli eredi di Saint-Exupéry (committenti dell’opera), stando alle fonti ufficiali, ma alcuni detrattori hanno insinuato che Cocciante non fosse particolarmente fiero del proprio lavoro e non abbia avuto il coraggio di tradurlo. Chi ha ragione? C’è un solo modo per scoprirlo: andare a controllare i testi, la partitura e la messa in scena. Continua a leggere