Archivio tag: Angelo Branduardi

Da Jordi Savall a Angelo Branduardi passando per Roberto Gini e Bianca Pitzorno

Risale a un paio di settimane fa la querelle tra Roberto Gini e Jordi Savall in merito allo stato attuale della musica antica. Qualcuno penserà che sia troppo tardi per pubblicare un articolo in merito ma, come si dice in questi casi, “posso farlo in fretta oppure posso farlo bene”. Continua a leggere

Ainulindalë – la musica degli Ainur

Ainulindalë

Il 17 settembre, a Rimini, è stato eseguito il poema sinfonico “Ainulindalë – la musica degli Ainur” con musiche di Ivan Tiraferri (ideatore del progetto), Nicolò Facciotto (anche direttore delle musiche), Federico Mecozzi (questi i tre autori accreditati sulla locandina, ma in diversi articoli trovati in rete ho letto anche il nome di Mattia Guerra).
È un progetto che esiste da più di un anno, di recente è stato messo in vendita il CD del concerto registrato nel dicembre dello scorso anno, io sono riuscito a procurarmene una copia e ora sono qui per parlarvene. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Giulietta e Romeo”

“Verona, l’amore,
Giulietta, l’amore,
Romeo, Verona.

Le pietre, l’aria, le persone, la città…
dal cielo scende l’aria e si fa respirare.
Amore, vita, morte: questa è la città
ma c’è nell’aria un odio che si può toccare.”

(da “Verona”)

Giulietta e Romeo

Dopo “Notre-Dame de Paris” tutti aspettavano impazienti di scoprire cos’altro avrebbe prodotto Riccardo Cocciante in Italia. La risposta arrivò cinque anni dopo, nel 2006, quando il compositore annunciò l’uscita dell’opera “Giulietta e Romeo”. Continua a leggere

Festeggiate con noi (e con Angelo Branduardi) il centocinquantenario di William Butler Yeats

William Butler Yeats è uno dei più grandi poeti irlandesi. Nell’isola smeralda quest’anno si sono tenute un sacco di celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della sua nascita (avvenuta il 13 giugno del 1865), e anche noi di OMC abbiamo deciso di portare il nostro contributo recensendo il disco “Branduardi canta Yeats”, pubblicato nel 1986 da Angelo Branduardi.
Più che di una recensione, in realtà, si tratta di un invito ad ascoltare questo disco meraviglioso, e possibilmente a leggere le poesie da cui sono tratte le dieci ballate che lo compongono.

Secondo quello che racconta l’autore l’idea del disco gli venne quando gli cadde l’occhio su alcune carte di sua moglie Luisa Zappa e lesse i versi “Come le onde del mare,/come le onde del mare/balla la gente quando suono il mio violino.”. “Con un moto di immodestia ho pensato: ‘Sono io!’.” racconta il musicista. In realtà si trattava della traduzione della ballata “The fiddler of Dooney”, che sua moglie stava traducendo insieme ad altre di Yeats.
In effetti “Il violinista di Dooney” è considerata – insieme a “Confessioni di un malandrino” – una sorta di autoritratto del cantautore, ed è innegabile che esista una certa affinità elettiva sia tra Branduardi e il personaggio della poesia sia tra Branduardi e Yeats. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna (intermezzo): David Zard

Ma non sa la poverina
che se l’opera va giù,
si dirà poi la mattina,
“L’impresario non c’è più.”

(“L’impresario in angustie” – 1786)

Zard 1 Prima di continuare con questa rassegna cronologica degli spettacoli usciti negli ultimi anni sotto la definizione di “opera moderna” vorrei fare un breve intermezzo che dia ai miei lettori un’idea di quale fosse l’aria che si respirava nell’ambiente teatrale di quegli anni. E vorrei farlo attraverso un personaggio indubbiamente importante per il teatro di quell’epoca: David Zard.
È una figura che per quanto riguarda il teatro musicale ha sia dei meriti che delle colpe. Premetto che io qui esaminerò principalmente queste ultime, in quanto, se escludiamo “Notre-Dame”, tutti gli spettacoli che ha prodotto in Italia sono andati male (chi dice il contrario mente sapendo di mentire). Continua a leggere

Le dieci argomentazioni più usate contro chi critica un artista

Contrariamente a quello che si pensa, quello del critico è un mestiere tutt’altro che facile. Per farlo occorre prepararsi, documentarsi, esporsi in prima persona e, oggi più che mai, il critico deve confrontarsi con un terribile nemico: il critico del critico!

Il critico del critico è quel personaggio che non apprezza critici e recensori e li rimprovera ogni volta che può per ciò che scrivono. Le argomentazioni di queste persone sono più o meno sempre le stesse, e così ho deciso di raccogliere ed esaminare in questo articolo le più significative. Ebbene, sì, amici vicini e lontani! Quella che state per leggere è la critica alle critiche alle critiche!

E, in caso stiate per chiederlo, sì, molte di queste riflessioni sono nate da storie di vita vissuta.

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