Pochi mezzi, tante idee: l’umanità si merita di avere internet?

Spesso si sente dire “ogni pubblicità è buona pubblicità, basta che se ne parli”. Io francamente non sono d’accordo. Se fosse vero, i bambini mangerebbero un sacco di verdure, perché ne sentono sempre parlare dai loro genitori.
Faccio questa premessa perché di recente ho sentito parlare di un’iniziativa di due youtuber ed essa mi ha fatto venire in mente due o tre cosette. Ho pensato di scriverle sul blog ma volevo evitare di fare pubblicità a questi tizi. Dal momento che il “basta che se ne parli” è una leggenda metropolitana, però, ho deciso di scrivere ugualmente l’articolo (per maggiori informazioni circa l’assurdità del “basta che se ne parli” date un’occhiata a questo articolo).

La trovata

La trovata di questi youtuber (che non nomino) è questa: essi si appostano di notte nei luoghi più oscuri delle città, come vicoli bui o metropolitane, e fingono di aggredire i passanti, i quali si spaventano.
Tutto qui? Già, tutto qui. Molto triste, vero? Eppure questi tizi hanno un seguito. “È una candid camera!” esclamano spalleggiati dai loro fan “Anzi, sono esperimenti sociali!”.

Perché questa trovata non è una candid camera

Francamente mi dà fastidio quando qualcuno riesce a fare soldi con delle sciocchezze nobilitandole con nomi altisonanti. Si tratti di “musical”, “regie innovative” o qualsiasi altro termine pomposo messo lì per nascondere la pochezza di un prodotto. In questo caso, il termine scelto è “candid camera”. “Un genere” affermano i due mentecatti in questione “che fatica a prendere piede in Italia! Qui siamo indietro! Dobbiamo rimetterci in pari!”.

Ora… cominciamo col dire che il fatto che una cosa non abbia preso piede in Italia non la rende automaticamente una figata. E l’America, luogo dove un reality show su un uomo che sposa un doberman faticherebbe a essere considerato originale, non mi sembra il paese da cui prendere esempio quando si parla di intrattenimento televisivo.
Comunque sia in Italia abbiamo avuto diversi programmi di candid camera. Anzi, ai bei tempi di Nanni Loy siamo riusciti persino a migliorare i programmi a cui ci ispiravamo. Siamo orgogliosi dei bei risultati che abbiamo ottenuto come italiani, ogni tanto, invece di piangerci sempre addosso perché “in Italia siamo indietro”!

Ad ogni modo quella di cui stiamo parlando, tecnicamente, non è una candid camera. Una candid camera è un programma con telecamera nascosta “in cui” (Wikipedia alla mano) “passanti o personaggi famosi sono messi di fronte a situazioni paradossali allo scopo di registrarne le reazioni”. Cosa si intende per “situazione paradossale”? Guardate questo video. NOTA: purtroppo non ho trovato il video dello scherzo ma questo tizio lo racconta abbastanza bene.

http://www.youtube.com/watch?v=jArc6bl5nMI

Non avrei mai pensato che un giorno mi sarei ritrovato a difendere la qualità dei programmi Mediaset ma quella a cui avete appena assistito è una candid camera a tutti gli effetti (se tralasciamo il fatto che probabilmente è tutta una finta).
La situazione è veramente insolita e paradossale. Non solo, diventa sempre più insolita e paradossale man mano che il tempo passa.

Parafrasando la legge di Poe, senza un atteggiamento che ne chiarisca lo spirito umoristico, non è possibile creare uno scherzo basato sulla simulazione di pericolo che qualcuno non confonderebbe con una vera situazione di pericolo. La necessità dell’elemento surreale consiste proprio in questo. Quando fai uno scherzo devi lasciare almeno una via di fuga alla tua vittima, un indizio che gli permetta di capire che gli stai facendo uno scherzo. È in questo modo che crei nello spettatore quel distacco che gli fa considerare buffo quello che vede.
Anzi, più vie di fuga lasci alla tua vittima più lo scherzo sarà divertente. Perché gli scherzi ci fanno ridere delle nostre debolezze ed è interessante notare, ad esempio, che una persona può essere così spaventata dall’idea di saltare per aria da non rendersi conto di quanto sia assurda la situazione in cui si trova.
Nel caso dello scherzo del campo minato, c’è più di un indizio che può far capire che qualcosa non va: il fatto che difficilmente la presenza di un campo minato sarà segnalata solo da un cartello, per giunta poco visibile, la scarsissima professionalità dei due militari e, infine, la reazione esagerata di uno di loro alla fine dello scherzo.
Se manca l’elemento surreale, non è uno scherzo, è semplicemente una finzione, un film in cui uno degli attori non sa di essere ripreso. Come “The Truman Show”. E non fa ridere.
Nel caso di una persona che finge di aggredirti per strada, dov’è il paradosso? Dov’è la gag? Dov’è la situazione insolita?

Scherzo

Perché questa trovata non è un esperimento sociale

Tantomeno si può parlare di esperimento sociale.
Scopo di un esperimento è (sempre da Wikipedia) “migliorare la conoscenza del fenomeno, oppure studiare, validare o confutare una ipotesi”. Se il risultato dell’esperimento è facilmente intuibile, che c’è da sperimentare?
Qui è come se un ricercatore si mettesse per un pomeriggio intero a osservare cosa succede mettendo del sale da cucina in un bicchiere d’acqua. Considereremmo una persona seria un ricercatore così? O penseremmo che sta buttando via il suo e il nostro tempo?
Fuor di metafora… se salti addosso alla gente brandendo una mazza da baseball, la gente si spaventa! WOW! Che grande esperimento sociale! Io pensavo che la maggior parte delle persone avrebbe reagito intonando canzoni popolari brasiliane invece… no! È questa la reazione più comune! Spaventarsi! Non l’avrei mai detto!
E non finisce qui! Dopo aver scoperto che si trattava di uno scherzo, la gente reagisce tra l’imbarazzato e l’infastidito, e qualcuno addirittura dice cose del tipo “Ma scherzo idiota! Andatevene a fanculo!”. Incredibile!

Parlando di esperimenti sociali condotti più seriamente, possiamo dire che una candid camera fatta come si deve, in un certo senso, ha sempre qualcosa dell’esperimento sociale. Lo scherzo del campo minato di prima, per esempio, ci fa riflettere su come una persona sottoposta a un forte stress non sia in grado di vedere le cose in maniera razionale (trovare strano il comportamento degli artificieri o il fatto che la presenza del campo minato non fosse accuratamente segnalata).
Ma esistono anche esperimenti sociali non umoristici, come quello di una TV canadese la cui trupe ha appoggiato una bottiglietta vuota vicino a un cestino della spazzatura per scoprire quanta gente si sarebbe presa in disturbo di buttarla via.  O come quello compiuto involontariamente da Orson Wells quando con la sua versione radiofonica de “La guerra dei mondi” rivelò che una nazione sull’orlo di una guerra nucleare è disposta a credere alle storie più assurde, se queste confermano le sue paure. Mi viene in mente anche la famosa beffa del monossido di diidrogeno, che dimostrò quanta paura abbia la gente di tutto ciò che suona come “chimico”. Per non parlare di quell’esperimento sociale recentemente realizzato da una webTV americana che puntava a dimostrare come la gente sia molto più incline ad intervenire quando un uomo sta maltrattando una donna per strada rispetto a quando la stessa cosa succede a parti invertite.

A proposito di uomini e donne, il duo comico che aggredisce la gente per strada ha dichiarato di scegliere con cura le proprie vittime: “sempre maschi e giovani, mai donne o vecchi”. Riguardo ai vecchi posso essere d’accordo (c’è il rischio che a qualcuno pigli un coccolone), per quanto riguarda le donne la distinzione mi sembra molto sessista (spaventare un uomo va bene ma spaventare una donna no? È solo uno scherzetto innocente ma evitiamo di mettere in mezzo le donne?). Inoltre l’utilizzo di cavie tutte identiche non fa bene a un esperimento. Sarebbe molto più interessante, a questo punto, filmare le reazioni di tante persone diverse (vecchi e giovani, uomini e donne, italiani e stranieri) e far notare le differenze. Cioè… per come la vedo io, reagirebbero tutti nello stesso modo: spavento durante lo scherzo e “vaffanculo” più o meno esplicito dopo lo scherzo. Però non si può mai sapere.

Ma allora cos’è questa trovata?

Alla fine dei conti, questa trovata non è altro che una versione più elaborata del classico scherzetto che facevamo da bambini quando ci mettevamo dietro un angolo, aspettavamo che passasse un nostro amico e gli gridavamo: “Bu!”.
Con una differenza che non tutti oggi sanno cogliere: un amico zuzzurullone che fa uno scherzo scemo funziona perché dura cinque secondi.

AMICO ZUZZURULLONE: “Bu!”
VITTIMA IGNARA: “Ah! Che spavento!”
AMICO ZUZZURULLONE: “Ah! Ah! Che faccia che hai fatto!”
VITTIMA IGNARA: “Ma quanto sei scemo! Ah! Ah!”

Siamo tra amici, ci facciamo due risate (più per quanto è stato scemo quello che ha fatto lo scherzo che per la reazione di quello che l’ha subito) e la cosa finisce lì. Se il “Bu!” lo gridi a un perfetto sconosciuto, metti il video su YouTube, lo chiami “esperimento sociale”, ci scrivi su degli articoli, pubblichi interviste sugli autori dello scherzo e addirittura ci guadagni dei soldi, la cosa non funziona più. Sprofonda nel patetico.
Un po’ come quando si fa presentare a Paolo Ruffini una cerimonia come la consegna dei David di Donatello. Semplicemente non funziona.

Tanti mezzi, poche idee

Internet è la più grande invenzione umana da quando è stata inventata l’agricoltura. In effetti potremmo dividere la Storia in due periodi, prima e dopo l’invenzione di internet, così come dividiamo la Preistoria in due periodi, prima e dopo l’invenzione dell’agricoltura. Pensateci!
E noi adoperiamo questa invenzione per guardare le candid camera e gli esperimenti sociali di persone che non sanno cos’è una candid camera né un esperimento sociale. Forse non siamo stati degni di un simile dono. Robert Kahn, Vint Cerf, e tutti voi che ci avete fatto questo dono immenso… perdonateci.

Questa rubrica si chiama “Pochi mezzi, tante idee” perché parla delle iniziative di chi non ha molti mezzi ma ha tante idee. Il titolo, giusto per curiosità, viene da una frase che disse Mario Monicelli durante un talk show: “È così che si comincia a fare cinema: pochi mezzi, tante idee.”.

Purtroppo non trovo da nessuna parte progetti da inserire in questa rubrica, perché guardandomi intorno vedo solo persone che hanno un mezzo di comunicazione gigantesco come internet a disposizione ma nessuna idea da metterci dentro. Come, appunto, autori di candid camera che non vogliono neanche perdere due secondi della loro trascurabile esistenza per scoprire cosa sia in effetti una candid camera, o autori di esperimenti sociali che neppure si prendono la briga di aprire un dizionario per scoprire cos’è un esperimento.

Gente che non ha niente da dire ma vuole parlare lo stesso.

E voi date pure corda a certa gente.

Ma andatevene a fare in culo.

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