Pochi mezzi, tante idee: chiude “Un PIANO per il Volta”

Un PIANO per il Volta chiusura

Cari amici di OnlineMusicClass, oggi devo purtroppo annunciare la chiusura di una rassegna di cui abbiamo già parlato in questa rubrica.
Si tratta di “Un PIANO per il Volta”, che ha chiuso i battenti dopo due anni di concerti.
La rassegna, inizialmente nata per finanziare l’acquisto di un pianoforte per le attività musicali pomeridiane degli studenti, ha visto la partecipazione di artisti professionisti più o meno giovani (spesso ex-studenti del liceo) i cui generi vanno dal jazz alla musica classica.
Tra le cause della chiusura il calo delle partecipazioni e il mancato sostegno da parte degli organi amministrativi e di informazione.

La notizia è particolarmente triste perché si trattava di non sono di una bella iniziativa ma soprattutto di un’iniziativa nata all’interno di una scuola. Ed è fondamentale che una scuola non sia solo un luogo di attività didattica ma anche un luogo di cultura nell’accezione più vasta del termine.
Un conto, infatti, è studiare la musica di Mozart su libri, un altro è poterla toccare con mano nella propria scuola.
Uno dei problemi dell’istruzione musicale di oggi è che spesso i ragazzi non sanno neppure dove stia di casa la buona musica. E non intendo in senso figurato. Intendo dire proprio che se incrociate un quindicenne per strada e gli chiedete “Scusa, giovanotto, un’informazione. Sai dirmi dov’è quel teatro dove fanno concerti di musica sinfonica da queste parti?” quello non vi saprà rispondere. È per questo che la musica colta sta messa come sta messa. Altro che concerti coi jeans. Provate voi ad appassionarvi agli scacchi senza manco sapere che in casa vostra c’è una scacchiera.
E se i giovani non sanno neanche dove sta di casa la buona musica portargliela è un atto rivoluzionario che avrebbe meritato un po’ più di rispetto.

Secondo quanto afferma Marco Francioni, promotore dell’iniziativa, “Un PIANO per il Volta” è stato visto da molti come un problema per il bilancio della scuola. Il professore si difende affermando di aver “raccolto fondi nella prima stagione e chiuso quasi in pareggio la seconda”. A chi muove queste accuse, a ogni modo, io rispondo con un aneddoto raccontato spesso dal maestro Angelo Branduardi.

“Il mio produttore mi disse: ‘Col primo disco perdiamo, col secondo andiamo in pari, col terzo guadagnamo.’. E così avevi cinque anni di lavoro assicurati. Oggi chi te li dà più cinque anni di lavoro assicurati? Oggi ti danno cinque mesi e poi un calcio in culo.”

Morale: certe iniziative vanno coltivate nel tempo. Stroncarle sul nascere significa buttare via dei soldi senza dar loro il tempo di fruttare qualcosa.
Ma forse Francioni ha ragione: certe cose nella scuola pubblica non si possono proprio fare.

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