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Papa Francesco nuovo admin di Movieplayer.it?

In: Musica e Società

5 Mar 2017

Papa Francesco

Come sapete se seguite da un po’ questo sito, al giorno d’oggi parlare in maniera costruttiva di arte è difficilissimo. Vuoi per mancanza di competenza, vuoi perché a prendere posizione ci si fanno un sacco di nemici, i giornali che si occupano di arte preferiscono mantenersi sul vago, usando frasi e aggettivi che si possono applicare senza distinzioni a qualsiasi titolo, come “un romanzo potente”, “lo spettacolo diverte e fa riflettere”, “un misto di consapevolezza e disincanto” eccetera. Cosicché si finisce per chiaccherare più che parlare di arte.
Il titolo dell’articolo cita Movieplayer.it perché è un sito che probabilmente conoscerete tutti, ma il discorso vale per il 99% dei giornali italiani.

Un problema che sembra non aver risparmiato neppure i piani alti. E intendo MOLTO alti.

In questi giorni si è svolto a Roma il Convegno Internazionale sulla Musica Sacra, conclusosi ieri con un’udienza di Papa Francesco. Che ha detto il pontefice in questa occasione? Potete ascoltarlo qui (versione breve), o leggerlo qui (versione lunga).
O, se andate di fretta, potete leggere la parte saliente del suo discorso nel riquadro qua sotto (i grassetti li ho aggiunti io).

Al riguardo, emerge una duplice missione che la Chiesa è chiamata a perseguire, specialmente attraverso quanti a vario titolo operano in questo settore. Si tratta, per un verso, di salvaguardare e valorizzare il ricco e multiforme patrimonio ereditato dal passato, utilizzandolo con equilibrio nel presente ed evitando il rischio di una visione nostalgica o “archeologica”. D’altra parte, è necessario fare in modo che la musica sacra e il canto liturgico siano pienamente “inculturati” nei linguaggi artistici e musicali dell’attualità; sappiano, cioè, incarnare e tradurre la Parola di Dio in canti, suoni, armonie che facciano vibrare il cuore dei nostri contemporanei, creando anche un opportuno clima emotivo, che disponga alla fede e susciti l’accoglienza e la piena partecipazione al mistero che si celebra.
Certamente l’incontro con la modernità e l’introduzione delle lingue parlate nella Liturgia ha sollecitato tanti problemi: di linguaggi, di forme e di generi musicali. Talvolta è prevalsa una certa mediocrità, superficialità e banalità, a scapito della bellezza e intensità delle celebrazioni liturgiche. Per questo i vari protagonisti di questo ambito, musicisti e compositori, direttori e coristi di scholae cantorum, animatori della liturgia, possono dare un prezioso contributo al rinnovamento, soprattutto qualitativo, della musica sacra e del canto liturgico. Per favorire questo percorso, occorre promuovere un’adeguata formazione musicale, anche in quanti si preparano a diventare sacerdoti, nel dialogo con le correnti musicali del nostro tempo, con le istanze delle diverse aree culturali, e in atteggiamento ecumenico.

Premessa doverosa: si sta parlando di musica liturgica (ovvero di quella che accompagna la celebrazione) non della musica sacra in generale. La libertà artistica di chi vuole eseguire la propria musica in chiesa al di fuori delle funzioni religiose non viene intaccata.

Tornando al discorso di Papa Francesco, confesso di non averci capito granché. Abbiamo un generico invito a rivolgersi all’uomo moderno, valorizzando il passato ma evitando una visione “nostalgica”.
Ora, io non pretendevo che mi facesse nomi e cognomi ma che significa “nostalgica”? “Nostalgica” di cosa? È un termine che può essere applicato senza problemi alla messa beat (roba da anni ’70), allo pseudogregoriano di Frisina o alle complessità di Penderecki (roba da anni ’60).
Immaginate di essere un compositore e di dover comporre una messa seguendo le direttive di Bergoglio. Cosa fareste? Molto probabilmente, non trovando nel suo discorso molti appigli concreti, finireste per fare (come forse è giusto che sia) di testa vostra. Ma a questo punto è lecito chiedersi a cosa sia servita la mobilitazione vaticanense di questa settimana.

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