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La sera del 3 giugno 2017 ha avuto luogo la finale della quarta edizione del concorso di canto lirico di Romano di Lombardia Giovan Battista Rubini.
Vorrei esordire dicendo quella che a molti sembrerà una sciocchezza: penso che sia stato folle programmare questo evento la stessa sera della finale di Champion’s League. Il motivo per cui molti la riterranno una sciocchezza è che si potrebbe pensare che tra un concorso di canto lirico e una partita di calcio non ci siano sovrapposizioni di pubblico. Questo è vero ma il problema sta proprio lì: nel rinunciare a quella porzione di pubblico che abitualmente non frequenta questi eventi. Ciò che ha fatto funzionare il Rubini negli anni passati è stato proprio il suo essere un evento molto popolare, una delle poche cose che nella bergamasca viene fatta non solo PER il pubblico ma anche CON il pubblico.

Al di là di questo, tuttavia, è stata una serata riuscita. Molto più snella rispetto alle edizioni precedenti, nonostante il caldo e l’afa.

Ospite d’eccezione dell’evento, il tenore Fabio Armiliato, che dirige una giuria composta da: il direttore d’orchestra Colin Attard, il direttore del conservatorio Donizetti di Bergamo Emanuele Beschi, il mezzosoprano romanese Elena Bresciani, il vicedirettore di OperaClick Alessandro Cammarano, Enrico Copedè dell’agenzia “L’Opera”, Paolo Fabbri, direttore scientifico della Fondazione Donizetti di Bergamo, Francesco Micheli, direttore artistico della Fondazione Donizetti di Bergamo e del Macerata Opera Festival, il sovrintendente del Teatro Verdi di Trieste Stefano Pace e Fabio Tartari, direttore del Coro del Teatro Donizetti di Bergamo. Tra loro anche Marzio Giossi, con il compito di selezionare gli attori per il “Barbiere di Siviglia” che andrà in scena il 1 luglio al termine della masterclass da lui tenuta, come di consueto.

Il Premio del pubblico dedicato alla memoria di Tarcisio Servidati va al soprano Barbara Favali, che vince anche il terzo premio ex-eaquo insieme basso Han Haeyeol.
Si piazza al secondo posto il soprano Yim Kyoung.
Vince il concorso il soprano Paola Leoci. Vittoria meritatissima, a parer mio, non solo per la voce quanto per le doti interpretative, che in molti cantanti che si sono esibiti ieri sera latitavano mentre in altri erano presenti ma molto artefatte. Quella della Leoci, invece, è una tecnica interpretativa molto asciutta e naturale; mi è piaciuta.
Non viene assegnato, invece, il premio per il miglior tenore. A giudicare dal fatto che in gara c’erano quasi solo soprani, credo che ciò sia dovuto a una scarsa affluenza di cantanti maschi.

Vengono annunciati anche gli interpreti della recita del primo luglio: Im Sue sarà Rosina, Han Haeyeol sarà Basilio, Gabriel Wernick sarà Bartolo, Barbara Favali sarà Berta, Davide Zaccagnina (ripescato tra i cantanti che non sono arrivati in finale) sarà il conte d’Almaviva mentre ancora non è stato assegnato il ruolo di Figaro. Read the rest of this entry »

Monteverdi

Il 9 maggio del 1567, esattamente 450 anni fa, nacque uno dei fondatori del teatro lirico: Claudio Monteverdi.
Come redattore di un giornale che parla di musica, ma ancora di più come autore di teatro musicale, non potevo esimermi dallo scrivere qualcosa per l’occasione.

Iniziai a pensare al da farsi già un anno fa. Dapprima pensai di realizzare una vera e propria settimana di Monteverdi, proponendo ogni giorno una delle sue le opere pervenuteci in forma completa. Un’idea che ho scartato quasi subito: ci sono divulgatori molto più bravi di me per quello, anche se non hanno molta voglia di agire, almeno stando a quanto affermato qualche settimana fa da Rinaldo Alessandrini (e se lo dice lui c’è da crederci). Io al massimo posso invitarvi ad armarvi di CD e DVD per organizzare un mini-festival nel salotto di casa vostra in compagnia di tutti gli amici che vorranno unirsi a voi. Tutti e due.
Quello che voglio proporvi oggi è piuttosto un articolo molto personale, che non riguarda me come articolista quanto come autore e spettatore.
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MCR

Oggi, commentando con un amico il concerto del Primo Maggio è saltato fuori l’argomento “impegno sociale e musica brutta”.

Ispirato da quella conversazione ho deciso di fare outing riguardo a una cosa che penso da anni e non ho mai avuto il coraggio di dire ad alta voce.
L’ho pensato durante tutti i cortei a cui ho preso parte, ogni primo maggio e ogni 25. Oggi finalmente lo dirò: la versione di “Bella ciao” dei Modena City Ramblers FA SCHIFO. Read the rest of this entry »

Ballerina

Oggi vorrei parlare di una delle bestemmie che si sentono più di frequente nel nostro paese, quando si discute di arte: “È una questione di gusti”.

È una bestemmia perché non porta nessun contributo alla discussione, e spesso la uccide. Tanto che da queste parti abbiamo deciso di vietare tassativamente l’uso di questa frase. Ma al di là del suo uso retorico, fondamentalmente traducibile con “non ho voglia di discutere, restiamo ognuno della sua idea”, cosa significa “È una questione di gusti”?

Oggi ho visto il film d’animazione franco-canadese “Ballerina”. È stata un’ora e mezza abbastanza piacevole, nonostante il film abbia i suoi difetto. Ecco quali:
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Papa Francesco

Come sapete se seguite da un po’ questo sito, al giorno d’oggi parlare in maniera costruttiva di arte è difficilissimo. Vuoi per mancanza di competenza, vuoi perché a prendere posizione ci si fanno un sacco di nemici, i giornali che si occupano di arte preferiscono mantenersi sul vago, usando frasi e aggettivi che si possono applicare senza distinzioni a qualsiasi titolo, come “un romanzo potente”, “lo spettacolo diverte e fa riflettere”, “un misto di consapevolezza e disincanto” eccetera. Cosicché si finisce per chiaccherare più che parlare di arte.
Il titolo dell’articolo cita Movieplayer.it perché è un sito che probabilmente conoscerete tutti, ma il discorso vale per il 99% dei giornali italiani.
Un problema che sembra non aver risparmiato neppure i piani alti. E intendo MOLTO alti. Read the rest of this entry »

Canzoni Oceania

Di recente sono stato a vedere “Oceania”, l’ultima fatica della Walt Disney Pictures. Lo so, è un po’ tardi per parlarne ma abito in provincia e il cinema di qui a volte proietta i film anche dopo un mese dall’uscita.

Che dire? Film gradevole, con un co-protagonista potenzialmente interessante ma secondo me non approfondito a pieno. In definitiva, niente di memorabile. Come mi ha detto una persona con cui ho parlato del film dopo averlo visto, “i film belli della Disney sono quelli vecchi”.

E, prima che vi venga in mente di darle della nostalgia-fag, sappiate che stiamo parlando di una bambina di dieci anni.
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Danilo D'Ambrosio

Per chi non lo sapesse, il tizio nella foto si chiama Danilo D’Ambrosio, e di recente ha accusato gli autori di “X-Factor” di aver falsato il risultato di una sua performance con un montaggio truffaldino.

Vorrei cogliere l’occasione per dire che ci sono un paio di cose che non ho mai capito dei talent-show. Per esempio… a che scopo metter su un talent-show?
Mi spiego… programmi che danno spazio a giovani esordienti sono sempre esistiti (per fortuna!). Anche l’idea di mostrare i provini dei cantanti non è nuovissima; lo fece la RAI ai tempi del bianco e nero col programma “Il suo nome per favore”. Insomma, se uno vuole fare un programma di cantanti nuovi e canzoni nuove… buon pro gli faccia! E se vuole anche scambiare due chiacchiere con qualcuno di loro… nulla in contrario! Quello che non capisco è a cosa serva imbastirci intorno un reality.
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VoxVitae1

Oggi parliamo di “Vox Vitae”, un’associazione relativamente giovane (è nata nel 2012) con sede a Porretta Terme (BO) che si occupa di riscoprire e divulgare pagine poco note della musica italiana, “dalle origini medievali al barocco del XVIII secolo”.

Ho intervistato per voi il presidente Giacomo Contro e il regista Lorenzo Giossi, che ha curato svariate loro produzioni tra cui l’oratorio “La caduta degli angeli” di Francesco Rossi, andato in scena il 4 settembre a Porretta Terme.
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Io no. Forse dovrei vergognarmi ad ammetterlo ma… esistono così tante cose che uno che fa il mio mestiere deve assolutamente conoscere che conoscerle tutte è impossibile.

Ad ogni modo più che di un balletto si tratta di un'”azione coreografica per attore, soprano, clarinettista, danzatori e orchestra”, così la definiscono i suoi autori. Non è malaccio (anche se manca un po’ di umorismo e forse potrebbe non essere granché apprezzata da chi non sa nulla della serie) e ho pensato di proporvela in occasione dei trent’anni del personaggio di Tiziano Sclavi

Il libretto è di Giorgio Gallione mentre la musica è di Marco Tutino, compositore italiano assai attivo in America (è lui che mantiene viva l’Opera Lirica in lingua italiana nel mondo, altro che Mafia, Pizza e Mandolino).

Qui il video.

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Vuoi per le recenti vicende veronesi, vuoi per il dibattito sulle attività culturali attualmente in corso in parlamento, in questi giorni si fa un gran parlare riguardo all’eventualità che quello della Lirica diventi un settore sempre più dipendente dai privati.

Premetto che secondo me il settore pubblico andrebbe sostenuto il più possibile, specie quando parliamo di cose basilari quali la scuola, la cultura (che checché se ne dica è una cosa assolutamente basilare), l’acqua o la sicurezza.
Tuttavia ogni volta che si parla di privatizzazione tutti si strappano i capelli e questo mi ha portato negli anni a chiedermi: l’iniziativa privata è davvero la morte della cultura? Read the rest of this entry »

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Benvenuto. Spero che per te questo sia un posto dove accrescerai la tua conoscenza o il tuo contatto emotivo con la musica, imparando ad apprezzarla, a suonarla e a trovare la felicità tramite essa. Buona navigazione.

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  • Online Music Class: Elena, anzitutto vorrei segnalarti che sia sul telegraph che sul nytimes si è parlato dei contenuti [...]
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