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Ballerina

Oggi vorrei parlare di una delle bestemmie che si sentono più di frequente nel nostro paese, quando si discute di arte: “È una questione di gusti”.

È una bestemmia perché non porta nessun contributo alla discussione, e spesso la uccide. Tanto che da queste parti abbiamo deciso di vietare tassativamente l’uso di questa frase. Ma al di là del suo uso retorico, fondamentalmente traducibile con “non ho voglia di discutere, restiamo ognuno della sua idea”, cosa significa “È una questione di gusti”?

Oggi ho visto il film d’animazione franco-canadese “Ballerina”. È stata un’ora e mezza abbastanza piacevole, nonostante il film abbia i suoi difetto. Ecco quali:
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Papa Francesco

Come sapete se seguite da un po’ questo sito, al giorno d’oggi parlare in maniera costruttiva di arte è difficilissimo. Vuoi per mancanza di competenza, vuoi perché a prendere posizione ci si fanno un sacco di nemici, i giornali che si occupano di arte preferiscono mantenersi sul vago, usando frasi e aggettivi che si possono applicare senza distinzioni a qualsiasi titolo, come “un romanzo potente”, “lo spettacolo diverte e fa riflettere”, “un misto di consapevolezza e disincanto” eccetera. Cosicché si finisce per chiaccherare più che parlare di arte.
Il titolo dell’articolo cita Movieplayer.it perché è un sito che probabilmente conoscerete tutti, ma il discorso vale per il 99% dei giornali italiani.
Un problema che sembra non aver risparmiato neppure i piani alti. E intendo MOLTO alti. Read the rest of this entry »

Canzoni Oceania

Di recente sono stato a vedere “Oceania”, l’ultima fatica della Walt Disney Pictures. Lo so, è un po’ tardi per parlarne ma abito in provincia e il cinema di qui a volte proietta i film anche dopo un mese dall’uscita.

Che dire? Film gradevole, con un co-protagonista potenzialmente interessante ma secondo me non approfondito a pieno. In definitiva, niente di memorabile. Come mi ha detto una persona con cui ho parlato del film dopo averlo visto, “i film belli della Disney sono quelli vecchi”.

E, prima che vi venga in mente di darle della nostalgia-fag, sappiate che stiamo parlando di una bambina di dieci anni.
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Danilo D'Ambrosio

Per chi non lo sapesse, il tizio nella foto si chiama Danilo D’Ambrosio, e di recente ha accusato gli autori di “X-Factor” di aver falsato il risultato di una sua performance con un montaggio truffaldino.

Vorrei cogliere l’occasione per dire che ci sono un paio di cose che non ho mai capito dei talent-show. Per esempio… a che scopo metter su un talent-show?
Mi spiego… programmi che danno spazio a giovani esordienti sono sempre esistiti (per fortuna!). Anche l’idea di mostrare i provini dei cantanti non è nuovissima; lo fece la RAI ai tempi del bianco e nero col programma “Il suo nome per favore”. Insomma, se uno vuole fare un programma di cantanti nuovi e canzoni nuove… buon pro gli faccia! E se vuole anche scambiare due chiacchiere con qualcuno di loro… nulla in contrario! Quello che non capisco è a cosa serva imbastirci intorno un reality.
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VoxVitae1

Oggi parliamo di “Vox Vitae”, un’associazione relativamente giovane (è nata nel 2012) con sede a Porretta Terme (BO) che si occupa di riscoprire e divulgare pagine poco note della musica italiana, “dalle origini medievali al barocco del XVIII secolo”.

Ho intervistato per voi il presidente Giacomo Contro e il regista Lorenzo Giossi, che ha curato svariate loro produzioni tra cui l’oratorio “La caduta degli angeli” di Francesco Rossi, andato in scena il 4 settembre a Porretta Terme.
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Io no. Forse dovrei vergognarmi ad ammetterlo ma… esistono così tante cose che uno che fa il mio mestiere deve assolutamente conoscere che conoscerle tutte è impossibile.

Ad ogni modo più che di un balletto si tratta di un'”azione coreografica per attore, soprano, clarinettista, danzatori e orchestra”, così la definiscono i suoi autori. Non è malaccio (anche se manca un po’ di umorismo e forse potrebbe non essere granché apprezzata da chi non sa nulla della serie) e ho pensato di proporvela in occasione dei trent’anni del personaggio di Tiziano Sclavi

Il libretto è di Giorgio Gallione mentre la musica è di Marco Tutino, compositore italiano assai attivo in America (è lui che mantiene viva l’Opera Lirica in lingua italiana nel mondo, altro che Mafia, Pizza e Mandolino).

Qui il video.

dylan-dog

Vuoi per le recenti vicende veronesi, vuoi per il dibattito sulle attività culturali attualmente in corso in parlamento, in questi giorni si fa un gran parlare riguardo all’eventualità che quello della Lirica diventi un settore sempre più dipendente dai privati.

Premetto che secondo me il settore pubblico andrebbe sostenuto il più possibile, specie quando parliamo di cose basilari quali la scuola, la cultura (che checché se ne dica è una cosa assolutamente basilare), l’acqua o la sicurezza.
Tuttavia ogni volta che si parla di privatizzazione tutti si strappano i capelli e questo mi ha portato negli anni a chiedermi: l’iniziativa privata è davvero la morte della cultura? Read the rest of this entry »

In principio esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar. Egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del Suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata. A quell’epoca i registi d’Opera usavano ambientare “La Traviata” ai giorni nostri già da una quarantina d’anni. Questo per dirvi quando questa idea sia originale e innovativa.
Ma stabilito che l’idea di ambientare la più famosa opera di Giuseppe Verdi ai giorni nostri non è affatto un’idea nuova vorrei cercare di rispondere a un’altra domanda: ambientare “La Traviata” ai giorni nostri è una buona idea?
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Confessionale

Uno dei luoghi comuni che si sentono più spesso riguardanti la critica (musicale e non) è il seguente:

“La critica è inutile. Tanto gira e rigira è tutto soggettivo.”

Questo non è del tutto falso. Dopotutto, per quanto i criteri adottati da un recensore possano essere chiari, saranno pur sempre i suoi. Un recensore premierà l’originalità, un secondo la capacità di trattare temi scottanti con leggerezza, un terzo quella di trattare temi leggeri senza essere frivoli.
Credo tuttavia che la soggettività di una critica non la renda affatto inutile, anzi, e vorrei spiegarvi perché con una barzelletta. Read the rest of this entry »

Come sapete non amo vedere opere che ho già visto mille volte. Anzi, fosse per me, le opere che ho già visto mille volte vieterei proprio di farle. Nel caso de “La Traviata” andata in scena a Romano di Lombardia la sera del 9 luglio 2016 come evento conclusivo del Rubini Festival, però, ho fatto volentieri un’eccezione.
Mi interessava scoprire quale sarebbe stato l’approccio di un gruppo di giovani cantanti (tutti finalisti delle varie edizioni del Concorso Rubini) con un’opera così impegnativa.

Ho avuto modo di assistere alle prove e ho notato che sin da subito a questi ragazzi è stato richiesto dal direttore artistico Marzio Giossi – che teneva la masterclass nel corso della quale è stata preparata l’opera – la stessa serietà dei professionisti affermati. Sono altresì rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare in questi interpreti anche la tranquillità tipica dei professionisti nell’affrontare un compito così spaventoso. Read the rest of this entry »

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Benvenuto. Spero che per te questo sia un posto dove accrescerai la tua conoscenza o il tuo contatto emotivo con la musica, imparando ad apprezzarla, a suonarla e a trovare la felicità tramite essa. Buona navigazione.

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