Archivio della categoria: Vita da Musicista

La differenza tra Opera e Musical

Oggi vorrei trattare un po’ più esaustivamente un argomento a cui si è già accennato svariate volte su questo sito: la differenza tra l’Opera e il Musical.

“Io sono appassionato sia di Musical che di Opera. Non mi interessa sapere quale sia la differenza! L’importante è emozionarsi!”

Cioè, sei un appassionato di Musical e/o di Opera ma non ti interessa sapere che cosa siano? Beh, mi sembra un atteggiamento… un po’ curioso, ma fai pure come ti pare! Continua a leggere

Disavventura notturna

Interrompo la normale programmazione per renderci partecipi di una mia recente disavventura.

Mezzanotte e mezza. Mi viene voglia di suonare, e siccome vivo in un condominio decido di uscire alla ricerca di un luogo isolato. Lo trovo in aperta campagna, vicino a quello che scopro in seguito essere un campo dove pascolano dei cavalli.
Comincio a suonare, e ai cavalli la cosa non sembra importare. Alcuni si voltano a guardarmi appena comincio, poi mi lasciano perdere. Continua a leggere

Vi racconto una barzelletta 2

Un architetto, un cuoco e uno scrittore fanno naufragio su un’isola deserta. Ognuno di loro decide di fare qualcosa per garantire la sopravvivenza del gruppo.
L’architetto costruisce un rifugio per la notte.
Il cuoco prepara una bella cenetta da gustare mentre si aspettano i soccorsi.
E cosa fa lo scrittore? Ma è ovvio! Fa la portata principale!

Questa è una barzelletta piuttosto famosa. Volendo si può raccontarla prendendo di mira anche altre categorie: psicologi, medievisti, filosofi… gli artisti comunque sono tra i più gettonati.
L’esistenza della barzelletta in sé e delle presa per il culo che comporta non mi dà alcun fastidio (ci mancherebbe altro) ma ho notato che molte persone la prendono sul serio più del dovuto. Pertanto credo sia il caso di dire tre cose riguardo a questa storiella.

Isola deserta Continua a leggere

Recensione fuori programma: “Whiplash”

“Non permetterò che la mia reputazione venga rovinata da un branco di cazzoni mosci e incompetenti che non sa cosa vuol dire scandire il tempo.”

Il professor Terence Fletcher in una scena del film

Whiplash
Qualche tempo fa mi proposero di recensire, per la rubrica “Cinema ed Autori”, “Whiplash”, il film del 2014 diretto da Damien Chazelle. Io non volevo farlo, non essendo un film biografico ma dopo averlo visto e aver scoperto non è malaccio ho deciso di pubblicare una recensione come articolo a sé stante.
Il film racconta la storia di Andrew, un giovane batterista jazz che dopo essere entrato al conservatorio Shaffer di New York scopre che il suo insegnante è uno di quei tizi schizzati e severissimi che nei film riescono a condurre gli allievi al successo attraverso una strada di dolore e fatica ma nella realtà non sarebbero in grado di dirigere un’orchestra di quart’ordine. Un po’ come Pai Mei in “Kill Bill”, per capirci. Continua a leggere

Mozart non procrastinava manco per il cazzo

Procrastinazione

Molti di voi avranno sentito raccontare che Mozart compose l’ouverture del “Don Giovanni” la mattina stessa della prima assoluta dell’opera.
Riguardo a questa storiella, che gira da molto tempo su internet accompagnata da un ironico invito a non prendere le scadenze troppo sul serio, occorre fare alcune precisazioni.

1) Probabilmente non è vero.

Non ci sono fonti certe che attestano che Mozart abbia scritto l’ouverture del “Don Giovanni” il giorno stesso in cui l’opera venne eseguita per la prima volta. Si tratta semplicemente di una delle tante leggende che circolano intorno alla vita del compositore. Continua a leggere

La lettura in versi. Il Furbone-Che-Non-Ci-Piace-L’Enjambement e alcune mie seghe mentali sull’Ulisse di Dante

Questo articolo non parla esattamente di musica. Tuttavia è una breve riflessione sulla recitazione in versi, cosa molto comune in musica (si pensi al teatro musicale ma non solo, dal momento che la musica si basa sul ritmo).

A proposito di ritmo, molti di voi ricorderanno che qualche tempo fa un celebre attention whore fece una sparata secondo cui il suo produttore Jovanotti avrebbe più ritmo di Beethoven. Non voglio tornare su quella questione. Fu una cazzata detta tanto per guadagnarsi qualche titolo di giornale. All’epoca, però, si fece un gran parlare di quanto grande fosse la cazzata e poche parole si spesero per spiegare perché quella fosse una cazzata.

Con quelle parole l’attention whore voleva dichiarare una presunta inferiorità delle forme classiche basata sul fatto che queste ultime sono monotone e non abbastanza flessibili, contrariamente a quelle moderne che sono invece vivaci e versatili.
E in effetti a prima vista questa affermazione potrebbe sembrare anche vera. La forza del ritmo sta nella sua varietà e una canzone come questa… Continua a leggere

Ansia da musicista: visualizzazione per vincerla

Dopo il primo articolo riguardo all’ansia prima di un concerto e al metodo introspettivo per comprendere il problema ansiogeno con precisione, bisogna poi agire sulla propria psicologia in modo tale da superarlo.

In questo caso parliamo di un blocco psicologico causato dall’esibizione in pubblico con conseguente timore di errori eventuali.

Quando si ha paura di fare qualcosa di fronte a tanta gente è evidente che non c’è abbastanza confidenza in sé stessi. Questo è un problema più grande, che probabilmente non si limita alle sole esecuzioni musicali. Chi non ha molta fiducia nelle proprie capacità tende ad essere ansioso da ore a pochi minuti prima del concerto e il meccanismo che fa scattare l’attacco d’ansia è il terrore di sbagliare. Continua a leggere

Ansia da musicista: introspezione per gestirla

Con questo articolo inizia una serie dove parlo degli svariati metodi per gestire l’ansia da musicista. questo è il Primo Passo.

L’ansia prima di salire sul palco e suonare è molto comune. Non pensate poi che i musicisti “navigati” facciano parte di un’élite particolare che non provi ansia: quest’ultimo è il sentimento negativo più percepito nella nostra società.

Ovunque ci sono problemi, stress e pressioni che di certo non aiutano l’animo del musicista ad esprimere la sua arte. Come si può infatti fare un buon concerto se qualunque sentimento, emozione, intuizione e via dicendo sono coperti dalle tipiche farfalle nello stomaco? Talvolta per alcuni diventa un problema così grave che smettono di esibirsi o a distanze di mesi all’idea di suonare in pubblico iniziano a dare di matto. Continua a leggere

Ansia da Concerto: Come Superarla

Tutti, nella loro vita da musicisti, hanno dovuto affrontare (chi prima chi dopo) almeno un concerto. Si passa dalle terribili serate dove i genitori del malcapitato musicista in erba di 8 anni vogliono sfoggiare il giovane talento mozartiano di quest’ultimo, con tanto di frasi tipo: “Sarai il prossimo Allevi!” (mentre il giovanissimo pianista preferirebbe tagliarsi le dita piuttosto che sorbirsi tutta quella scenetta dopo aver eseguito una scala di do maggiore con tanto di settima dissonante) a concerti veri e propri, principalmente di fine anno ai quali il musicista è stato obbligato a partecipare per “fare numero”.  Continua a leggere