Archivio della categoria: Recensioni Spettacoli

“Il barbiere di Siviglia” di Romano di Lombardia raccontata da una delle protagoniste

Il 1 luglio la quarta edizione del Festival Rubini di Romano di Lombardia si è chiusa con la messa in scena de “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, a cui hanno preso parte alcuni dei partecipanti al concorso lirico annesso al festival (qui il racconto della finale).Segue il programma della serata. Continua a leggere

“Ballerina”: ovvero una “questione di gusti”

Ballerina

Oggi vorrei parlare di una delle bestemmie che si sentono più di frequente nel nostro paese, quando si discute di arte: “È una questione di gusti”.

È una bestemmia perché non porta nessun contributo alla discussione, e spesso la uccide. Tanto che da queste parti abbiamo deciso di vietare tassativamente l’uso di questa frase. Ma al di là del suo uso retorico, fondamentalmente traducibile con “non ho voglia di discutere, restiamo ognuno della sua idea”, cosa significa “È una questione di gusti”?

Oggi ho visto il film d’animazione franco-canadese “Ballerina”. È stata un’ora e mezza abbastanza piacevole, nonostante il film abbia i suoi difetto. Ecco quali:
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“La Traviata” a Romano di Lombardia

Come sapete non amo vedere opere che ho già visto mille volte. Anzi, fosse per me, le opere che ho già visto mille volte vieterei proprio di farle. Nel caso de “La Traviata” andata in scena a Romano di Lombardia la sera del 9 luglio 2016 come evento conclusivo del Rubini Festival, però, ho fatto volentieri un’eccezione.
Mi interessava scoprire quale sarebbe stato l’approccio di un gruppo di giovani cantanti (tutti finalisti delle varie edizioni del Concorso Rubini) con un’opera così impegnativa.

Ho avuto modo di assistere alle prove e ho notato che sin da subito a questi ragazzi è stato richiesto dal direttore artistico Marzio Giossi – che teneva la masterclass nel corso della quale è stata preparata l’opera – la stessa serietà dei professionisti affermati. Sono altresì rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare in questi interpreti anche la tranquillità tipica dei professionisti nell’affrontare un compito così spaventoso. Continua a leggere

Duecento anni fa moriva Giovanni Paisiello, celebriamolo guardandoci una sua opera

Nina
Grazie al cielo, non sono uno di quei melomani che quando sentono nominare un’opera sono capaci di parlarne per due ore buone e magari di citare una decina di incisioni imperdibili. Ci sono un sacco di opere di cui non so una beata mazza e compositori che conosco pochissimo.

Di Giovanni Paisiello, ad esempio, conosco solo “Il barbiere di Siviglia” e “La serva padrona”. Per questo motivo ho deciso di ricordarlo oggi, nel giorno del duecentesimo anniversario dalla sua scomparsa, guardando una delle tante sue opere a me sconosciute. La mia scelta è ricaduta su “Nina, o sia la pazza per amore”. Me la sono guardata nella maniera più edonistica possibile: mangiando dolci, bevendo caffè e senza andare in cerca – prima di vederla – di alcuna informazione a riguardo. Continua a leggere

Donizetti Revolution? Parliamone…

Donizetti Revolution

Ieri sera all’interno della “Domus Magna” di Bergamo è andata in scena “Donizetti Alive”, nuova opera commissionata per i 750 anni della fondazione MIA con libretto di Julio Carcìa-Clavijo, Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi e musica di Pasquale Corrado.
Si trattava fondamentalmente di una sorta di via crucis nella quale lo spettatore veniva guidato da attori dai costumi più o meno sfarzosi in varie stanze, e in ognuna di esse veniva rappresentata una scena diversa. In una si brinda al giovane Donizetti, in un’altra la moglie del compositore si dimena su un letto interpretando le donne protagoniste delle opere del marito, in una terza Donizetti scopre di avere la sifilide, in una c’è un rumorista che rumoreggia tra due pianoforti impacchettati avvolto in una nuvola di fumo e via discorrendo. Il tutto tra citazioni donizettiane riprese (citando il compositore) “a volte in maniera fedele, altre distorta, creando perturbazioni” in quanto “il confronto produce corti circuiti musicali, tra l’aspettativa del testo noto e il disorientamento per la situazione anomala”. Continua a leggere

“L’incoronazione di Poppea” alla Scala: il fatto che da una regia non si riesca a capire la storia non significa che sia molto profonda

Nelle scorse settimane è andata in scena alla Scala “L’incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi.
“L’incoronazione di Poppea” è forse la più bella opera di Monteverdi. E Monteverdi è uno dei più grandi operisti della Storia, per certi versi più grande di Verdi o di Mozart. La drammaturgia di Monteverdi – compositore vissuto a cavallo tra il del sedicesimo e il diciassettesimo secolo – è così moderna da essere per certi versi ancora attuale. Il suo è il vero “recitar cantando”, nel senso che nelle sue opere abbiamo un vero e proprio testo teatrale (in versi) messo in musica, così come – secondo gli intellettuali dell’epoca – avveniva nel grande teatro classico. Una purezza drammaturgica forse “sporcata” in qualche modo negli anni successivi per via della scoperta, da parte dei compositori, del fatto che scrivere opere costituite quasi unicamente da arie era molto più remunerativo. Bisognerà aspettare Puccini (per quanto anche autori precedenti si siano evoluti in questa direzione nel periodo di maggiore maturità) perché questa purezza venga recuperata. Continua a leggere

“Fidelio” alla Scala

“Quest’anno riusciremo finalmente a vedere una prima scaligera degna di questo nome?” ci chiedevamo noi di OMC nell’ultimo articolo da noi pubblicato.

La risposta che possiamo dare dopo aver visto lo spettacolo è… Continua a leggere

Il “Torquato Tasso” a Bergamo. E saltò fuori che il pubblico riguardo al repertorio la pensa come me

“In un’estasi, che uguale
non provò mai d’uomo il core,
io sognai che armato d’ale
mi rendean fortuna e amore.
Sospirando la mia bella
io volai di stella in stella;
non mortal, ma genio o dea
entro al solo io la trovai;
mentre a me la man stendea,
mentre a lei la man baciai;
‘T’amo’ disse ‘amo sol te’.
Fu un momento! A quell’accento
da me sparve Eleonora!
Ma in quel foglio espressi allora
il desio che crebbe in me.”

(“Torquato Tasso”, Atto I, Scena IV)

Se non vi siete persi questo mio articolo di qualche giorno fa, in si parlava della mancanza di novità nel teatro lirico, potete immaginare con che entusiasmo mi sono recato a vedere, ieri pomeriggio, l’ultima recita del “Torquato Tasso” di Gaetano Donizetti, gran finale della stagione lirica bergamasca. Si tratta infatti di un’opera molto rara (rappresentata solo tre volte negli ultimi due secoli). Continua a leggere

“Excalibur” il musical – la recensione

Excalibur

Ho intitolato questo articolo “La recensione” per un semplice motivo: quella che state leggendo è la sola e unica recensione attualmente presente sul web di questo spettacolo. “Ovvio” direte voi “è uno spettacolo recente (la prima milanese è stata il 5 aprile), e ancora nessuno se ne è occupato.”. Non ho detto che nessuno se ne è occupato, ho detto che nessuno l’ha recensito. Ho trovato solo articoli che parlano dello spettacolo e lo pubblicizzano, anche su siti specialistici. Molto male. Ma non è colpa della produzione. Semmai è colpa dei vari “giornalisti” che non hanno voglia di scrivere vere recensioni e preferiscono copiaincollare le poche righe messe a disposizione dall’ufficio stampa.

Lo spettacolo porta in scena una delle storie più fantastiche e avvincenti di tutti i tempi, tra maghi e streghe, amori e filtri magici, eroici cavalieri, belle dame e insidiosi tradimenti.
“Excalibur” rappresenta un modello di teatro musicale sui generis, condividendo dal musical alcuni aspetti, ma ereditandone altri dalla commedia musicale italiana e importandone altri ancora dal cinema. È uno spettacolo che propone un modello innovativo di scrittura drammaturgica e musicale che si riflette nei contenuti. La saga di Merlino e Artù, infatti, può essere interpretata come favola per i più piccoli, ma conserva temi forti relativi all’esistenza umana che coinvolgono sia i giovani sia gli adulti.

Se anche voi, come me, da queste poche righe non riuscite a capire se e perché vale la pena spendere trenta euro per vedere questo spettacolo, che aspettate? Immergetevi nella recensione di “Excalibur”! Continua a leggere