Archivio della categoria: Cinema ed Autori

Cinema ed Autori: “Vivaldi – un principe a Venezia

Oggi Antonio Vivaldi compie 340 anni. Noi di OMC abbiamo pensato di festeggiare questa ricorrenza con una nuova puntata della rubrica “Cinema ed Autori”.

Trovare un film che parlasse di Vivaldi, a dire il vero, non è stata un’impresa facile. Ne sono stati fatti pochini e sono tutti molto difficili da reperire.
Alla fine la scelta è caduta su una pellicola del 2006 intitolata “Vivaldi – un principe a Venezia”. Continua a leggere

Cinema ed Autori: “La musica del silenzio”

La musica del silenzio

Considerata la quantità di gente a cui sta sulle balle Andrea Bocelli, mi sarei aspettato che un film basato sulla sua vita attirasse parecchie critiche. Viceversa, non ho quasi sentito parlare del film “La musica del silenzio”, andato in onda ieri sera su RAIUNO e liberamente ispirato, appunto, alla vita del cantante pisano.
Mi sono chiesto perché ed ho formulato le seguenti ipotesi: Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Io, Don Giovanni”

“Don Giovanni rappresenta l’unica virtù autentica, la libertà di assaporare la nostra natura liberi dalla schiavitù della morale e dei sentimenti.”

(Casanova in una scena del film)

Io Don Giovanni

Il film di cui parliamo oggi, a differenza degli altri recensiti in questa rubrica, non ha come personaggio principale un musicista, ma un personaggio che pure con la musica ebbe molto a che fare.
“Io, Don Giovanni”, produzione italo-austriaco-spagnola (sì, da queste parti perché si realizzi un film in costume bisogna che almeno tre paesi lavorino insieme) del 2009, affidata alla regia di Carlos Saura, racconta la storia del librettista Lorenzo Da Ponte e della prima messa in scena del “Don Giovanni” di Mozart. Un’opera autobiografica, secondo il film, in cui il poeta, sotto la guida del suo maestro di vita Giacomo Casanova, avrebbe rappresentato la propria vita da libertino. Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Il clan Wagner”

“Noi Wagner rispettiamo… anzi, noi siamo la tradizione.”

(Cosima Wagner rivolta a un pretendente di sua figlia)

Il clan Wagner

Venerdì scorso è andata in onda la prima puntata dello sceneggiato “Il clan Wagner – storia di una famiglia”, diretto da Christiane Balthasar, che racconta le vicende della famiglia Wagner. La seconda punta andrà in onda questo venerdì.

Lo sceneggiato, prodotto nel 2013 da delle emittenti televisive tedesche e austriache in occasione del bicentenario del compositore tedesco, inizia con la morte di Richard Wagner, in seguito alla quale sua moglie Cosima spinge i figli Eva, Isolde e Siegfried a pronunciare un tremendo giuramento: le loro vite saranno consacrate alla memoria del padre, perché il suo lavoro non sia mai dimenticato.
Assistiamo così a una serie di intrighi, scandali e litigi familiari che si consumano nel corso delle varie edizioni del prestigioso Festival di Bayreuth.

Andrò subito al punto: cazzo me ne frega della vita dei familiari di Wagner?
Un film del genere ha senso nel momento in cui, attraverso la vita di una famiglia, racconta l’opera di un compositore e il modo in cui è stata recepita nel tempo. “Il clan Wagner”, invece, procede pigramente tra inciuci, ammucchiate di vario genere, negri che ballano intorno al fuoco e ricchi fattoni blandamente antisemiti.
Una cosa che salta subito all’occhio guardando lo sceneggiato è che si potrebbe tranquillamente cambiarne il titolo in “Il clan Wagner – storia di una famiglia di stronzi”. L’unico personaggio simpatico, infatti, è Siegfried. Suppongo c’entri qualcosa il fatto che Katharina Wagner, attuale direttrice del festival, è una sua diretta discendente.
Va detto che la componente scandalistica non è mai eccessiva o gratuita. Semplicemente ogni tanto si ha l’impressione di star guardando “Sensualità a corte” o “Elisa di Rivombrosa”.

Questa, almeno è l’impressione che ho avuto dello sceneggiato dopo aver visto la prima puntata. Non nego che in seguito le cose potrebbero migliorare, ma in quel caso spero migliorino nella prima mezz’ora perché subito dopo io mi guardo lo show di Crozza.

Cinema ed Autori: “Amata immortale”

Mancano poche ore all’apertura della Scala, che comincerà la stagione di quest’anno con il “Fidelio”, e noi di OnlinMusicClass abbiamo deciso di cogliere l’occasione per recensire – per la rubrica “Cinema ed Autori” – un film sulla vita di Beethoven: “Amata immortale”.
Si tratta di un film del 1994 diretto dall’inglese Bernard Rose e magistralmente interpretato da Gary Oldman. Continua a leggere

Cinema ed autori: “La famiglia Ricordi”

“Cherubini, Pergolesi, Spontini… ogni teatro che vorrà eseguire una di queste opere dovrà passare in cassa, a Casa Ricordi… e pagare!”

(Ricordi sintetico sulla sua attività di editore)

Recentemente ho avuto modo di vedere “Il giovane favoloso”, film basato sulla vita di Giacomo Leopardi. L’ho apprezzato moltissimo, senza riserve, come non mi capitava da tempo per un film italiano.
“Vabbè” direte voi “ma c’entra con questo sito? Leopardi mica era un musicista.”.
Ebbene, dovete sapere che non tutti condividono il mio entusiasmo per quel film. L’ho infatti sentito criticare questo film definendolo “didascalico”, “gossipparo” e “televisivo”. Non sono d’accordo, sinceramente, in quanto ho trovato che fosse girato molto bene, come un film, appunto, non come un programma televisivo.
A volte penso che certe critiche vengano rivolte ai film italiani a prescindere, senza capire neanche cosa significhino.
Per fare chiarezza sul significato di certi aggettivi, voglio portarvi l’esempio di uno sceneggiato che ho visto in questi giorni e che, purtroppo, meriterebbe davvero tutte queste definizioni. Si tratta de “La famiglia Ricordi”, di Mauro Bolognini. Continua a leggere

Cinema ed autori : “Casta Diva”

“Il successo? Sì, il primo… poi si appartiene agli altri, a chi ti ha applaudito, al pubblico, ai critici, agli impresari… non si è più padroni della propria vita. No, Maddalena, per vivere con te io non voglio essere schiavo. Io non perderò nulla perché non lascio nulla. Nulla che valga una vita con te, amore mio.”

(Bellini dichiara il suo amore a Maddalena)

Parliamo di un film che compie quest’anno cinquant’anni.
È un film del 1954 di Carmine Gallone dal titolo “Casta Diva”. Il compositore di cui viene raccontata la storia è, come potete intuire, Vincenzo Bellini.

Casta diva

Il film racconta la passione di Bellini per la giovane Maddalena Fumaroli, ricca figlia di un magistrato, conosciuta appena uscito dal conservatorio di Napoli. I due si innamorano a prima vista e si amano con trasporto, tanto che Bellini compone per lei la celebre aria “Casta Diva”, dandole inizialmente il titolo titolo “Casti numi” (Casti numi che incantate,/occhi casti che nel core/il mio pianto ognor placate,/rispondete a tanto amore.). Molto apprezzabile la scena in cui pensando agli occhi della sua bella, il giovane compositore disegna su un foglio due ovali, che prendono poi la forma di due note (due la sopra il rigo).
Appena Maddalena si rende conto del fatto che il suo amore per lei potrebbe essere deleterio per la carriera del musicista, però decide di rinunciare a lui. Non comprendendo il gesto d’amore della ragazza, e credendo che ella non lo ami più, Bellini parte per Milano insieme alla cantante Giuditta Pasta, di cui diventa l’amante. Da questo momento l’unica sua preoccupazione sarà raggiungere il successo come compositore, così da sbatterlo in faccia alla donna che l’ha rifiutato.
Il film prosegue col racconto della fortuna del compositore: i suoi successi, le conquiste amorose, il rapporto di odio-amore con Gaetano Donizetti… fino alla rappresentazione della “Norma”. Si tratta dell’opera destinata a diventare la più celebre del compositore catanese. Il pubblico, però, non la apprezza. Manca un pezzo che spacchi, un’aria che spicchi in mezzo a tutto il resto dell’opera e che si imponga all’attenzione del pubblico! Un pezzo de grido, insomma!
È a questo punto che, che ci crediate o no, Maddalena viene in soccorso del compositore, portando alla sua amante lo spartito dell’aria che egli aveva scritto per lei tanti anni prima. Grazie a questa aggiunta formidabile la seconda versione della “Norma” è un trionfo.
Maddalena, purtroppo, muore di crepacuore subito dopo, ma non prima di aver rivelato tutta la verità al suo amato.

La trama di “Casta Diva” poggia su un fondo di verità ma contiene numerose inesattezze storiche dovute perlopiù a esigenze cinematografiche.
Tanto per cominciare, Bellini amò davvero una donna di nome Maddalena Fumaroli in gioventù. E, per quanto possa sembrare incredibile, si trattò davvero di un amore puro e appassionato come quello descritto del film. Fu però il compositore (che come è noto non era affatto portato per la vita matrimoniale) ad abbandonare la ragazza per inseguire la carriera musicale. E il distacco fu certamente molto più traumatico per lei, che morì effettivamente di crepacuore dopo la sua partenza.
Anche la storia del flop della “Norma” il giorno della prima rappresentazione è vera. Quello che non è vero è che l’insuccesso di quest’opera fosse dovuto all’assenza di “Casta Diva” dalla partitura (del resto sarebbe ridicolo legare il successo di un’intera opera a una sola aria).

Il vero punto di forza di questo film risiede nel modo in cui vengono delineate le figure di contorno, dai grandi personaggi storici incontrati dal compositore, come Mercadante, Paganini o Donizetti, ad altri meno noti. Persino il personaggio del padre di Maddalena viene raccontato in maniera tutt’altro che sbrigativa, prendendosi il tempo per descrivere la sua indifferenza nei confronti del mondo della musica (Fumaroli in effetti non aveva una grande stima per quest’arte, tanto che quando Bellini gli chiese la mano di sua figlia rifiutò affermando che “sua figlia non avrebbe mai sposato un suonatore di clavicembalo”).
È una qualità da tenere presente perché in un film di oggi è raro vedere tutta questa attenzione per un cast di contorno. In un film di oggi, generalmente, l’unica star del film è il personaggio principale. Il che è un peccato soprattutto quando si tratta di film biografici, che danno a chi li guarda l’impressione che l’unico personaggio interessante della storia personale del protagonista fosse il protagonista stesso, cosa alquanto improbabile. Basti pensare anche a “Farinelli”, recente recensito su questa rubrica, un buon film in cui, però, al di là dei tre personaggi principali non c’era traccia di alcuna caratterizzazione.
Il cinema dell’epoca, però, e soprattutto il cinema italiano, era fatto di grandi caratteristi e si prestava molta attenzione anche a questi personaggi secondari, tanto da dar loro il volto di grandi professionisti come Marina Berti o Jean Richard e la voce di grandi doppiatori come Lydia Simoneschi o Carlo Romano.
Interessante notare, inoltre, come il desiderio di raccontare fedelmente questi personaggi non li renda affatto piatte creature da documentario ma lasci perfettamente intatta la loro funzione narrativa. Per fare un esempio una delle grandi intuizioni del film è quella di assegnare dell’amico di Bellini Fiorillo (probabilmente ricalcato sulla figura del compositore e musicologo Francesco Florimo) il ruolo, tipico dei film romantici, dell’amico goffo ma di buon cuore a cui sono affidati tutti i momenti comici della pellicola.

Devo però concludere dicendo che questo film vi piacerà soltanto se sapete apprezzare il cinema di quegli anni. In caso contrario potreste trovarlo molto lezioso e a tratti banale.

Cinema ed Autori: “Farinelli”

“Tu rimpiazzi l’ispirazione con il virtuosismo! Tutti questi ornamenti, queste fioriture che moltiplichi, queste complessità che gravano sulle partiture! Dimentica la mia voce, è tempo di pensare alla musica! Devi toccare cuori, trovare l’emozione giusta, essenziale. Vorrei che la tua musica facesse fremere quella parte di infinito che dorme dentro la gente. È questo che ti chiedo, Riccardo.”

(Carlo Broschi rivolto a suo fratello Riccardo)

Farinelli poster

In questa puntata di “Cinema ed Autori” parleremo di una produzione italo-francese incentrata sulla vita del più celebre cantante castrato di tutti i tempi: Carlo Broschi, in arte Farinelli.
Il film, dal titolo “Farinelli – voce regina”, uscì nel 1994, ebbe un discreto successo, tanto da guadagnarsi anche una nomination al premio Oscar come miglior film straniero. Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Verdi”

“Era la forza di quella musica che aveva trascinato il pubblico. L’Italia allora aveva bisogno di quella forza. Alla terra della bellezza, divenuta terra di schiavitù, questa schiavitù cominciava a pesare. Il pianto accorato e rassegnato di Bellini non poteva essere più la sua voce. La nuova voce di quei fermenti che in lei si agitavano era Verdi.”

 (Voce narrante)

Vita di Verdi 1

Mancano ormai pochi giorni alla fine di quest’anno verdiano.

Un bicentenario, di per sé, è un banale fatto numerico, ma è anche una scusa per fare un po’ di festa e per far conoscere al profano il personaggio che si festeggia. Continua a leggere

Cinema ed Autori: “Callas Forever”

“Io non ho patria, non mi sono mai sentita a casa mia da nessuna parte. Parlo un po’ tutte le lingue e nessuna è la mia. Non so più neanche chi sono. Mi chiamavo Maria Kalogeropoulos, sono diventata poi Maria Callas. Ora non sono nessuna delle due… vago.”

(Maria Callas su sé stessa)

Callas Forever 1Oggi sono novant’anni dalla nascita di Maria Callas, cantante quasi mitica, idolo dei melomani di tutto il mondo. Un personaggio che, insieme ad altri della sua epoca, ha rivoluzionato il concetto di canto lirico specie per quel che riguarda il registro di soprano. Grazie a personaggi come lei, Joan Sutherland, Renata Tebaldi e Magda Olivero, questo smette definitivamente le vesti di voce tenera e infantile per assumere una dimensione epica, spettacolare. Continua a leggere