Archivio della categoria: Breve storia dell’Opera Moderna

Breve storia dell’Opera Moderna: “I Promessi Sposi” di Guardì

“Siamo povera genteeeeh…
non abbiamo fatto gnienteeeeh…
siamo povera genteeeeh…”

(più o meno in ogni momento nel corso dello spettacolo)

I Promessi Sposi 1

Il 29 aprile del 2010, facendo zappign, mi imbattei in Giorgio Albertazzi che leggeva un brano de “I Promessi Sposi” nel Duomo di Milano. Lì per lì la cosa non mi fece né caldo né freddo ma poi notai che c’erano anche Vittorio Matteucci e Christian Gravina che duettavano, così decisi di approfondire.
Si trattava dell’anteprima mondiale de “I Promessi Sposi”, opera moderna con libretto di Michele Guardì e musiche di Pippo Flora. Tre mesi dopo, il 18 giugno 2010, lo spettacolo debuttò a San Siro, il 1° settembre dello stesso anno il debutto venne trasmesso in prima serata e tre giorni dopo uscì in DVD dell’opera.

Spesso il recensore, nel tentativo di parlare sia degli aspetti positivi che di quelli negativi di un’opera, corre il rischio di essere ambiguo, di lasciare dei dubbi su quale sia realmente il proprio punto di vista. Per quanto riguarda questo spettacolo questo rischio non c’è: “I Promessi Sposi” di Guardì è un abominio agli occhi di Dio. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: La Divina Commedia – l’uomo che cerca l’amore

“Amor che move il sole e l’altre stelle,
mi sei apparso un giorno ma non mi mossi,
perso nei miei pensieri non conoscevo la tua luce.
Tu sei una gemma nella roccia
di una montagna che non so salire,
cinta di mostri che non so sfidare.”

(da “Apparizione di Beatrice”)

La Divina Commedia - l'opera

Nel 2007, nel il momento di maggior successo dell’Opera Moderna, ci fu chi pensò di scriverne una anche sulla “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Il compito di mettere in musica il poema venne affidato a monsignor Marco Frisina, che ne fece una riduzione teatrale dal titolo “La Divina Commedia – l’uomo che cerca l’Amore”. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Il principe della gioventù”

“Io, fedele amante tuo,
a te dedicherò la vita che vivrò.
Tu sarai il sogno e la realtà
che il mondo invidierà.
Tu grande mia città.”

(da “Amante mia”)

Il principe della gioventù 1

“Il principe della gioventù”, andato in scena per la prima volta nel 2007, aveva tutte le premesse per essere uno spettacolo interessante: un compositore di razza (Riz Ortolani, autore di colonne sonore scomparso un paio d’anni fa la cui fama è legata soprattutto al tema centrale del film “Fratello sole, sorella luna” ma che ha lavorato anche a pellicole come “Il sorpasso”, “Cannibal Holocaust”, “Girolimoni” e alcuni film più recenti diretti da Pupi Avati), uno sceneggiatore esperto (Ugo Chiti, anche lui con una grande esperienza cinematografica e soprattutto teatrale alle spalle), una campagna pubblicitaria che per una volta non puntava su scenografie maestose e centinaia di ballerini acrobati (per quanto nello show la componente visiva fosse comunque molto curata, anche considerato che regia e coreografie erano di Giuliano Peparini), e, soprattutto, un soggetto veramente originale e interessante. Lo spettacolo, difatti, non parlava di Romeo e Giulietta, di San Francesco o di qualche fiaba famosa bensì della Congiura dei Pazzi. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Giulietta e Romeo”

“Verona, l’amore,
Giulietta, l’amore,
Romeo, Verona.

Le pietre, l’aria, le persone, la città…
dal cielo scende l’aria e si fa respirare.
Amore, vita, morte: questa è la città
ma c’è nell’aria un odio che si può toccare.”

(da “Verona”)

Giulietta e Romeo

Dopo “Notre-Dame de Paris” tutti aspettavano impazienti di scoprire cos’altro avrebbe prodotto Riccardo Cocciante in Italia. La risposta arrivò cinque anni dopo, nel 2006, quando il compositore annunciò l’uscita dell’opera “Giulietta e Romeo”. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Dracula Opera Rock”

“Dracula
è il nome mio,
venite a me,
vi aspettavo da secoli.
La notte fuori è gelida,
l’oscurità
è amica mia
dal mattino fino all’eternità.”

(Da “Il mio nome è Dracula”, versione teatrale)

Dracula 1

Dopo il lungo excursus francese della volta scorsa ritorniamo in Italia e a una produzione firmata David Zard. Si tratta di “Dracula”, un’opera rock scritta nel 2005 dalla Premiata Forneria Marconi su libretto di Vincenzo Incenzo.
Lo spettacolo non ha avuto molto successo, tanto che non ne esiste neppure una ripresa video professionale ed anche il CD contenete i brani dell’opera, che con un po’ di fortuna potete trovare su eBay, è piuttosto raro. Per ironia della sorte proprio quest’opera fallimentare e difficilmente reperibile è l’unica, tra quelle prodotte in Italia, degna di giocarsela ad armi pari con “Notre-Dame de Paris”. Dirò di più: ci sono momenti in cui penso che sia anche meglio. Ma andiamo con ordine. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: Kamel Ouali

“È del poeta il fin la meraviglia.
Parlo dell’eccellente e non del goffo.
Chi non sa far stupir vada alla striglia!

(Giambattista Marino)

Premessa: la definizione “spetacle musical”

Prima di cominciare questo articolo vorrei fare una precisazione lessicale. Come molti di voi sapranno i francesi hanno la buona abitudine di fuggire come la peste qualsiasi termine non sia in lingua francese. Ragion per cui si sono sempre riferiti ai musical usando la definizione “comédie musicale”. Sfortuna vuole che questo termine sia anche la traduzione letterale dell’espressione “commedia musicale”, termine che si usa per indicare un genere teatrale che – per capirci – è quello di Garinei e Giovannini. Lo stesso genere teatrale a cui appartengono spettacoli come “Don Juan” o “Autant en emporte le vent”, il quale, purtroppo, con il Musical c’entra sì e no un cazzo. Anzi, sì e sì un cazzo. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Autant en emporte le vent”

Autant en emporte le vent

ROSSELLA: Vous dites, vous dites
que je suis la plus belle,
que pour la première fois je suis celle
que vous attendiez,
qu’enfin, enfin vous pourrez aimer.
Mais cher ami vous oubliez à qui vous parler

RHETT: Vous dites, vous dites
que vous ne m’aimez pas,
que l’heureux élu ce n’est pas moi.
Et tout le mépris que sur votre joli visage je lis,
savez vous bien chère amie,
ca n’est que de l’eau sous la pluie

(ROSSELLA: Voi dite/che sono la più bella,/che per la prima volta sono quella/che stavate aspettando./Che finalmente riuscite ad amare./Amico mio, non dimenticate con chi state parlando./RHETT: Voi dite/che non mi amerete mai,/che il vostro favorito, il fortunato, non sono io./Tutto l’odio che leggo sul vostro bel viso/sappiate, amica mia,/che non è altro che acqua sotto la pioggia.)

(Da “Vous dites”)

È del 2003 un altro spettacolo scritto da Gérard Presgurvic (già autore di “Roméo et Juliette – de l’Haine a l’Amour”) “Autant en emporte le vent”. Si tratta di una comédie musicale prodotta da Dove Attia e Albert Cohen, tratta dal celeberrimo romanzo di Margaret Mitchell “Via col Vento”, molto noto al pubblico di oggi grazie alla trasposizione cinematografica del 1939. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Don Juan” di Félix Gray

“Les fleurs du mal, les fleurs de lys
Perdent leurs pétales, c’est pareil, c’est pareil
Les jeux du bal, les jeux du vice
Ça m’est égal s’ils ne m’emmènent pas au ciel.
Je ne serai jamais complice
de ceux qui veulent m’emmener vers le ciel”

(I fiori del male, i fiori di giglio,/perdono i loro petali. Sì, è così./Le gioie della danza, le gioie del vizio/per me sono la stessa cosa, se non mi portano al cielo./Non sarò mai complice/di quelli che vogliono portarmi in cielo.)

(Da “Les fleurs du mal”)

Don Juan

Proseguiamo la nostra breve storia dell’Opera Moderna spostandoci nel Canada francese, dove nel 2003 il cantautore Félix Gray mette in scena lo spettacolo “Don Juan”.
È interessante parlarne in questa sede perché osservandone la drammaturgia, e in special modo i variegati recitativi, si scopre che la comédie musicale in francese ha molto più a spartire con l’Opera che con il Musical. E di conseguenza come mai l’Opera Moderna sia nata proprio in Francia. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Tosca Amore Disperato”

“Sono un artista, sono un pittore.
Ho ancora le mani sporche di colore.
Penso le cose a modo mio.
Penso all’amore e mi viene in mente Dio.”

(da “Vento”)

Tosca Dalla 1

“Tosca Amore Disperato”, scritta e musicata da Lucio Dalla, è la seconda opera moderna prodotta in Italia da David Zard. Si tratta di una riscrittura moderna della “Tosca” di Puccini.

Inizialmente pensata per un cast che doveva comprendere Sabrina Ferilli, Franco Califano e Max Gazzè, l’opera venne invece messa in scena con Graziano Galatone nel ruolo di Cavaradossi, Rosalia Misseri in quello di Tosca e Vittorio Matteucci in quello di Scarpia. Tra i comprimari è degno di nota Lalo Cibelli, interprete di molte altre produzioni teatral-musicali italiane. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna (intermezzo): David Zard

Ma non sa la poverina
che se l’opera va giù,
si dirà poi la mattina,
“L’impresario non c’è più.”

(“L’impresario in angustie” – 1786)

Zard 1 Prima di continuare con questa rassegna cronologica degli spettacoli usciti negli ultimi anni sotto la definizione di “opera moderna” vorrei fare un breve intermezzo che dia ai miei lettori un’idea di quale fosse l’aria che si respirava nell’ambiente teatrale di quegli anni. E vorrei farlo attraverso un personaggio indubbiamente importante per il teatro di quell’epoca: David Zard.
È una figura che per quanto riguarda il teatro musicale ha sia dei meriti che delle colpe. Premetto che io qui esaminerò principalmente queste ultime, in quanto, se escludiamo “Notre-Dame”, tutti gli spettacoli che ha prodotto in Italia sono andati male (chi dice il contrario mente sapendo di mentire). Continua a leggere