Ansia da musicista: visualizzazione per vincerla

Dopo il primo articolo riguardo all’ansia prima di un concerto e al metodo introspettivo per comprendere il problema ansiogeno con precisione, bisogna poi agire sulla propria psicologia in modo tale da superarlo.

In questo caso parliamo di un blocco psicologico causato dall’esibizione in pubblico con conseguente timore di errori eventuali.

Quando si ha paura di fare qualcosa di fronte a tanta gente è evidente che non c’è abbastanza confidenza in sé stessi. Questo è un problema più grande, che probabilmente non si limita alle sole esecuzioni musicali. Chi non ha molta fiducia nelle proprie capacità tende ad essere ansioso da ore a pochi minuti prima del concerto e il meccanismo che fa scattare l’attacco d’ansia è il terrore di sbagliare.

Il terrore di sbagliare deriva da una considerazione troppo alta dell’importanza del momento, considerato così importante che la pressione del momento gioca brutti scherzi alla mente: un errore di fronte a tante persone può essere davvero spaventoso per molti musicisti.

In questo caso però, come possiamo notare, non dipende dal momento in sé, ma da come viene vissuto. Perchè altrimenti ci sarebbe gente addirittura esibizionista, che non si fa problemi per suonare o fare qualunque cosa davanti agli altri? La combinazione per essere sicuri di un’ottima performance è: calma, menefreghismo, sangue freddo.

Calma, si capisce, perchè le mani di un pianista suonano meglio se non tremano.

Menefreghismo, forse l’aspetto più importante per chi teme il pubblico. Il soggetto deve imparare a suonare come quando suona da solo. Nessun tipo di pressione allora potrà essere percepita.

Sangue freddo, perchè può capitare qualunque cosa: un errore improvviso, lo spartito che cade etc. e per avere la certezza di successo ancora prima che l’imprevisto accada sono necessari dei nervi saldi.

Considerata nell’insieme, l’ansia prima di un concerto è davvero terribile se si pensa che deriva semplicemente da un’esecuzione musicale, forse la cosa più bella e universale che l’uomo possa mai fare. Per molti non è il suonare che provoca ansia ma l’ambiente,  e se la causa è quest’ultimo allora bisogna intervenire sul rapporto mente-ambiente. Come? con la visualizzazione.

La visualizzazione di cui ti parlo può non essere uguale ad altre di cui hai già sentito parlare, ma tutto consiste nel vivere e rivivere la sensazione di ansia ancora prima che l’evento reale avvenga. Tutto grazie alla propria mente.

Esattamente come con l’introspezione, la visualizzazione inizia ad occhi chiusi, da soli e magari vicino al proprio strumento. Pronti per suonare. Chiudi gli occhi e immaginati di essere su un palco (o se conosci già l’ambiente della tua esibizione rendilo il più simile possibile). Non è una cosa da 5 minuti: bisogna focalizzare bene tutto l’ambiente. Immagina te vestito elegantemente (o meno a seconda della tipologia di concerto), immagina molti, moltissimi spettatori dall’aspetto elegante e importante. Se temi il pubblico dovresti sentirti fisicamente teso. Immaginati la tensione che potresti sentire in quel momento se fosse reale.

E’ proprio in questo momento che devi fare chiarezza su quello che stai facendo. Si respira un’aria di tensione. Eppure cosa stai per fare? Stai per metterti a suonare e quella gente di fronte a te è lì per godere della tua esibizione, non per giudicare. Se davvero suonare è ciò che ti rende felice (e se sei un musicista dovrebbe essere così), allora sai anche che senza emozione non si può suonare bene.

Dopo esserti immaginato nei minuti antecedenti la tua esibizione, quelli più ansiosi, ora non devi far altro (sempre ad occhi chiusi) di suonare. Puoi suonare il tuo vero strumento oppure semplicemente immaginartelo. In questo modo non solo la tua immaginazione – vivendo e rivivendo l’esperienza – permetterà alla tua psiche di elaborare positivamente le sensazioni, ma ti aiuterà anche a “ripassare” il brano eseguendolo sotto una certa tensione, permettendoti di riconoscere i possibili errori causati dall’ansia e farci attenzione.

Il vantaggio della nostra immaginazione è che possiamo vivere esperienze semplicemente immaginandole, e perciò iniziare ad ambientarci. Al momento del concerto reale, tu avrai vissuto magari 10 o 30 concerti preceduti da ansia, conosci già le sensazioni, sai che non morirai e che potrai fare una performance eccelsa. Che bisogno c’è, perciò, di essere preoccupati?

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