Ansia da musicista: introspezione per gestirla

Con questo articolo inizia una serie dove parlo degli svariati metodi per gestire l’ansia da musicista. questo è il Primo Passo.

L’ansia prima di salire sul palco e suonare è molto comune. Non pensate poi che i musicisti “navigati” facciano parte di un’élite particolare che non provi ansia: quest’ultimo è il sentimento negativo più percepito nella nostra società.

Ovunque ci sono problemi, stress e pressioni che di certo non aiutano l’animo del musicista ad esprimere la sua arte. Come si può infatti fare un buon concerto se qualunque sentimento, emozione, intuizione e via dicendo sono coperti dalle tipiche farfalle nello stomaco? Talvolta per alcuni diventa un problema così grave che smettono di esibirsi o a distanze di mesi all’idea di suonare in pubblico iniziano a dare di matto.

Se soffri della “ansia da musicista” ho due notizie per te, una buona e una cattiva.

Quella buona è che chiunque ci è passato è anche stato anche potenzialmente in grado di uscirne. Non è una condizione permanente. Con lo giusto stato mentale il problema è risolvibile.

Quella cattiva è che la tua mente (attenzione, da non confondere con “cervello”) non funziona come dovrebbe quando hai un attacco d’ansia, e cambiare il tuo stato mentale in un determinato ambiente può essere soggettivamente difficile.

Se sei una persona di base ansiosa in ogni campo o in svariati momenti sarà senza dubbio più difficile per te vincere l’ansia, mentre se sei una persona solitamente calma e in grado di controllarsi ma sistematicamente prima di un concerto ti viene un attacco di panico potresti avere molte meno difficoltà.

Uno dei tanti metodi che vado ad esplicarti è il metodo dell’introspezione.

il metodo che ti propongo è un’esortazione a conoscere te stesso in modo più intimo.

La prima reazione di un musicista di fronte al problema di gestire l’ansia prima di un concerto è soggettiva, ma sostanzialmente all’inizio (specie se da bambini) si tende a rimanere in quel “limbo” di sensazioni sgradevoli fino a che non si comincia a suonare, e dopo l’esibizione tutta la tensione emotiva sparisce e perciò non rappresenta più un “problema da gestire”.

E’ questo tipo di atteggiamento procrastinante, dove la cura si rimanda perchè la causa non c’è (momentanemanete) più che impedisce ad un soggetto di vincere all’inizio del suo cammino l’ansia anzichè portarsela dietro lungo la sua vita.

Non si può risolvere un problema se non si comprende la sua natura. La sensazione di ansia è piuttosto simile ad ogni attacco per una persona, ma le sue cause possono essere le più svariate. Immaginiamoci un pianista. Un pianista molto agitato prima di suonare la sonatina in G di Beethoven. Senza dubbio è un brano non così difficile, e perciò chiunque gli direbbe “E’ facile, te la caverai!”. Niente di più sbagliato.

L’ansia rende complicate anche le cose più semplici della vita. Quel pianista nella sua testa sta avendo questo monologo interiore:

“So abbastanza bene il pezzo? e se mi sudano le mani? e se mi blocco farò una figuraccia, certo posso riprendere a suonare ma il danno è fatto! e se invece salto un pezzo o non me lo ricordo? e se perdo di vista lo spartito e prendo un sacco di steccate?”

Un sacco di se e ma e però che non fanno per niente bene alla calma e alla tranquillità che dovrebbero antecedere un concerto.

Il metodo dell’introspezione consiste nel ritirarsi, da soli, per un po’. senza alcun tipo di contatto. e meditare sulle proprie ansie.

L’ansia può venire da un’insicurezza riguardo all’esecuzione piuttosto che la paura di suonare davanti al pubblico. Individuare il problema è il primo passo per guarire. Un musicista può essere terrorizzato dallo steccare così come uno può sbattersene degli errori ma essere preoccupato se si ferma durante il pezzo

Immagina di trovarti in quel momento, poco prima del concerto. chiudi gli occhi e osserva con un’attenzione cosciente le tue reazioni. Se sei in ansia cerca di capire da dove nasce quella sensazione e dal motivo (razionale o meno) che ti ci ha portato. Respira profondamente e medita razionalmente sulla tua ansia. E’ fondata? la maggior parte non lo sono, a meno che non vai a suonare un pezzo che non hai mai studiato. Se non è fondata allora non ha senso. E’ frutto semplicemente di pensieri negativi. Ecco perchè si può vincere, perchè puoi cambiare il tuo stato mentale affrontando la tua ansia.

L’individuazione del motivo della tua ansia è il primo passo per guarirla.

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