Ansia da Concerto: Come Superarla

Tutti, nella loro vita da musicisti, hanno dovuto affrontare (chi prima chi dopo) almeno un concerto. Si passa dalle terribili serate dove i genitori del malcapitato musicista in erba di 8 anni vogliono sfoggiare il giovane talento mozartiano di quest’ultimo, con tanto di frasi tipo: “Sarai il prossimo Allevi!” (mentre il giovanissimo pianista preferirebbe tagliarsi le dita piuttosto che sorbirsi tutta quella scenetta dopo aver eseguito una scala di do maggiore con tanto di settima dissonante) a concerti veri e propri, principalmente di fine anno ai quali il musicista è stato obbligato a partecipare per “fare numero”. 

E in tutte queste occasioni c’è stata probabilmente (più di) una volta nella quale l’ansia è riuscita nel suo sporco intento. L’ansia da concerto è un problema che da sempre ha attanagliato una buona parte di musicisti, magari lanciati sulla scena pubblica ancora prima che potessero essere in grado di gestirla, con un conseguente blocco psicologico.

Vorrei quindi condividere alcuni trucchetti con voi che potrebbero modificare drasticamente le vostre esperienze concertistiche e il vostro

Prima di passare a spiegare questi vari metodi è d’obbligo chiarire un punto importante: droghe, alcool ansiolitici non sono assolutamente la soluzione al problema. In molti casi suoni male, in molti altri creano dipendenza, e in altri ancora destabilizzano proprio la condizione psicologica e il traguardo in fondo non è il tanto sperato successo, ma piuttosto la tanto inaspettata visita dallo psicologo di turno. L’ansia da concerto è un problema psicologico che non può essere risolto con l’assunzione di una sostanza, ma attraverso la crescita personale.

1. La Meditazione

La meditazione comporta un incredibile rilassamento fisico e psichico, permette di concentrarsi e soprattutto – se praticata con costanza – permette un’incredibile incremento del benessere psicofisico anche sottopressione.  Quanto basta? bastano 15-20 minuti per ottenere un rilassamento base che permetterà di affrontare meglio qualunque situazione. Facile fin qui, tante promesse ma poca pratica.  Come mettere in atto un buon metodo di meditazione? Il metodo di meditazione è un concetto personale  e soggettivo che nessuno al di fuori di te potrà mai insegnarti completamente, però ci sono molti esempi da cui trarre ispirazione:

– Concentrarsi sul respiro. Un buon metodo è praticare la respirazione addominale e concentrarsi sul respiro. Se vedi che i tui pensieri (specie quelli che ti portano una sensazione di ansia) continuano a distoglierti dal tuo obbiettivo, puoi contare. Contare il numero di respiri, o semplicemente abbinare “uno” all’insiprazione e “due” all’espirazione, favorirà la concentrazione della tua mente sul tuo respiro.

– Ripetere un mantra. E’ un aspetto piuttosto affascinante quello del mantra. La ripetizione (e parliamo di molte volte se è un mantra) ha un potenziale incredibile. Appunto per questo la ripetizione di un brano o di un passaggio che spesso sbagliamo porta ad eccellere in esso, prima o poi. La ripetizione può anche essere la chiave per rilassarti. Ripetere “sono rilassato, conosco i pezzi, mi divertirò” permette di agire positivamente sul quel piccolo meccanismo che fa venire il mal di stomaco quando si è nella fase pre-concerto. Questo anche perchè, riflettendo sull’idea di suonare in pubblico piuttosto che rimandarla fino a poche ore prima dell’esibizione, permette di far “accettare” al tuo cervello l’idea che tu suonerai, andrai bene, e in più ti divertirai.

2. Dormire.

Dormire è estremamente rilassante. permette di aumentare il benessere psicofisico e di affrontare con maggiore concentrazione qualunque cosa. Inoltre è essenziale, ed è il vostro fidato alleato per gestire l’ansia. Non dico di dormire sopra al pianoforte mentre la gente prende posto, ma sicuramente fare 20 minuti di sonno (anche non completamente incoscienti) non previsto (e quindi non parlo della notte) possono essere un toccasana per la vostra mente e per il vostro corpo.

3. Simulare l’esibizione.

E’ molto probabile che per capire come non essere più dei musicisti ansiosi dobbiamo capire perchè l’ansia ci assale. La tensione del momento è nella maggior parte dei casi dovuta dal terrore incredibile di sbagliare. Sbagliare una nota, perdere il senso del brano, andare fuori tempo, tutti sbagli che demotivano sempre di più un musicista.

Al di là del fatto che poche persone, in genere, a meno che non siate circondati da esperti critici teorici musicali, si accorgerà del vostro errore, simulare l’esibizione può esservi davvero d’aiuto.

Prima di suonare bisogna concentrarsi ed immaginarsi prima di iniziare un concerto. Bisogna essere convinti che non si sta provando, ma è lo show vero e proprio. Un errore equivale ad un disastro. A questo punto probabilmente sentirete, se vi siete immaginati abbastanza bene, un filo di pressione. Una pressione che vi impedirà di esprimere la meglio la vostra arte. Dovete togliere quella pressione e trasformarle in concentrazione, essendo consapevoli del fatto che, se suonate, in primo luogo lo fate per voi stessi.

Sono dei piccoli trucchetti che possono aiutare qualche musicista e qualche altro no. Sono frutto di esperienza personale e in quanto soggettivi possono essere condivisi o meno, ma l’importante è arrivare al concerto rilassati e fare della buona musica.

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