Archivio mensile:giugno 2017

Vi racconto una barzelletta 2

Un architetto, un cuoco e uno scrittore fanno naufragio su un’isola deserta. Ognuno di loro decide di fare qualcosa per garantire la sopravvivenza del gruppo.
L’architetto costruisce un rifugio per la notte.
Il cuoco prepara una bella cenetta da gustare mentre si aspettano i soccorsi.
E cosa fa lo scrittore? Ma è ovvio! Fa la portata principale!

Questa è una barzelletta piuttosto famosa. Volendo si può raccontarla prendendo di mira anche altre categorie: psicologi, medievisti, filosofi… gli artisti comunque sono tra i più gettonati.
L’esistenza della barzelletta in sé e delle presa per il culo che comporta non mi dà alcun fastidio (ci mancherebbe altro) ma ho notato che molte persone la prendono sul serio più del dovuto. Pertanto credo sia il caso di dire tre cose riguardo a questa storiella.

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Alto Reno baroque music festival 2017

Ricordate “Vox Vitae”, l’associazione che si occupa di musica antica nella zona dell’Alto Reno? Nel pomeriggio di venerdì 16 giugno ha presentato la quinta edizione della sua rassegna musicale. Riceviamo – e volentieri pubblichiamo – un comunicato stampa a riguardo.
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Cos’è una critica costruttiva?

Questo è uno di quegli articoli che nasce dal fatto che mi sono rotto le palle di parlare di musica e di teatro con gente che non è in grado di farlo in maniera seria.
Affronterò l’inflazionatissimo concetto di “critica costruttiva”, e dirò cose stranote alla maggior parte di voi (tanto da farvi rimpiangere lo “spazzatura nel portamondezza” di simpsoniana memoria) ma che a quanto pare è importante ribadire ogni tanto.

Ordunque, cos’è esattamente che rende una “costruttiva” una critica?
Prima di tutto sfatiamo un mito: “critica costruttiva” non significa “critica educata”. La buona creanza, il linguaggio forbito, la diplomazia e altre cose simili non contano NIENTE quando si tratta di muovere una critica.

Per il resto, la critica è costruttiva quando esprime un giudizio netto basandosi su un criterio valido, oggettivo e facilmente verificabile.
Ma credo che sia meglio spiegare la cosa con degli esempi. Prenderò quello di una famosa cantante amata da molti e da molti detestata. Continua a leggere

Finale della quarta edizione del concorso Rubini

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La sera del 3 giugno 2017 ha avuto luogo la finale della quarta edizione del concorso di canto lirico di Romano di Lombardia Giovan Battista Rubini.
Vorrei esordire dicendo quella che a molti sembrerà una sciocchezza: penso che sia stato folle programmare questo evento la stessa sera della finale di Champion’s League. Il motivo per cui molti la riterranno una sciocchezza è che si potrebbe pensare che tra un concorso di canto lirico e una partita di calcio non ci siano sovrapposizioni di pubblico. Questo è vero ma il problema sta proprio lì: nel rinunciare a quella porzione di pubblico che abitualmente non frequenta questi eventi. Ciò che ha fatto funzionare il Rubini negli anni passati è stato proprio il suo essere un evento molto popolare, una delle poche cose che nella bergamasca viene fatta non solo PER il pubblico ma anche CON il pubblico.

Al di là di questo, tuttavia, è stata una serata riuscita. Molto più snella rispetto alle edizioni precedenti, nonostante il caldo e l’afa.

Ospite d’eccezione dell’evento, il tenore Fabio Armiliato, che dirige una giuria composta da: il direttore d’orchestra Colin Attard, il direttore del conservatorio Donizetti di Bergamo Emanuele Beschi, il mezzosoprano romanese Elena Bresciani, il vicedirettore di OperaClick Alessandro Cammarano, Enrico Copedè dell’agenzia “L’Opera”, Paolo Fabbri, direttore scientifico della Fondazione Donizetti di Bergamo, Francesco Micheli, direttore artistico della Fondazione Donizetti di Bergamo e del Macerata Opera Festival, il sovrintendente del Teatro Verdi di Trieste Stefano Pace e Fabio Tartari, direttore del Coro del Teatro Donizetti di Bergamo. Tra loro anche Marzio Giossi, con il compito di selezionare gli attori per il “Barbiere di Siviglia” che andrà in scena il 1 luglio al termine della masterclass da lui tenuta, come di consueto.

Il Premio del pubblico dedicato alla memoria di Tarcisio Servidati va al soprano Barbara Favali, che vince anche il terzo premio ex-eaquo insieme basso Han Haeyeol.
Si piazza al secondo posto il soprano Yim Kyoung.
Vince il concorso il soprano Paola Leoci. Vittoria meritatissima, a parer mio, non solo per la voce quanto per le doti interpretative, che in molti cantanti che si sono esibiti ieri sera latitavano mentre in altri erano presenti ma molto artefatte. Quella della Leoci, invece, è una tecnica interpretativa molto asciutta e naturale; mi è piaciuta.
Non viene assegnato, invece, il premio per il miglior tenore. A giudicare dal fatto che in gara c’erano quasi solo soprani, credo che ciò sia dovuto a una scarsa affluenza di cantanti maschi.

Vengono annunciati anche gli interpreti della recita del primo luglio: Im Sue sarà Rosina, Han Haeyeol sarà Basilio, Gabriel Wernick sarà Bartolo, Barbara Favali sarà Berta, Davide Zaccagnina (ripescato tra i cantanti che non sono arrivati in finale) sarà il conte d’Almaviva mentre ancora non è stato assegnato il ruolo di Figaro. Continua a leggere