Archivio mensile:luglio 2016

È giusto ambientare “La Traviata” ai giorni nostri?

In principio esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar. Egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del Suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altra cosa fosse creata. A quell’epoca i registi d’Opera usavano ambientare “La Traviata” ai giorni nostri già da una quarantina d’anni. Questo per dirvi quando questa idea sia originale e innovativa.
Ma stabilito che l’idea di ambientare la più famosa opera di Giuseppe Verdi ai giorni nostri non è affatto un’idea nuova vorrei cercare di rispondere a un’altra domanda: ambientare “La Traviata” ai giorni nostri è una buona idea?
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Vi racconto una barzelletta

Confessionale

Uno dei luoghi comuni che si sentono più spesso riguardanti la critica (musicale e non) è il seguente:

“La critica è inutile. Tanto gira e rigira è tutto soggettivo.”

Questo non è del tutto falso. Dopotutto, per quanto i criteri adottati da un recensore possano essere chiari, saranno pur sempre i suoi. Un recensore premierà l’originalità, un secondo la capacità di trattare temi scottanti con leggerezza, un terzo quella di trattare temi leggeri senza essere frivoli.
Credo tuttavia che la soggettività di una critica non la renda affatto inutile, anzi, e vorrei spiegarvi perché con una barzelletta. Continua a leggere

“La Traviata” a Romano di Lombardia

Come sapete non amo vedere opere che ho già visto mille volte. Anzi, fosse per me, le opere che ho già visto mille volte vieterei proprio di farle. Nel caso de “La Traviata” andata in scena a Romano di Lombardia la sera del 9 luglio 2016 come evento conclusivo del Rubini Festival, però, ho fatto volentieri un’eccezione.
Mi interessava scoprire quale sarebbe stato l’approccio di un gruppo di giovani cantanti (tutti finalisti delle varie edizioni del Concorso Rubini) con un’opera così impegnativa.

Ho avuto modo di assistere alle prove e ho notato che sin da subito a questi ragazzi è stato richiesto dal direttore artistico Marzio Giossi – che teneva la masterclass nel corso della quale è stata preparata l’opera – la stessa serietà dei professionisti affermati. Sono altresì rimasto piacevolmente sorpreso nel trovare in questi interpreti anche la tranquillità tipica dei professionisti nell’affrontare un compito così spaventoso. Continua a leggere

Il trionfo dell’Italia agli Europei e la “Turandot” di Puccini

Come sapete, non sono una di quelle persone (una di quelle orribili persone) che non segue il calcio perché trova sia una perdita di tempo ma perde il 99% del suo tempo per farlo sapere agli altri. Io ogni tanto una partita me la vedo con piacere, e con piacere seguo le imprese della nostra nazionale di calcio.
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