Archivio mensile:ottobre 2015

Cinema ed Autori: “Il clan Wagner”

“Noi Wagner rispettiamo… anzi, noi siamo la tradizione.”

(Cosima Wagner rivolta a un pretendente di sua figlia)

Il clan Wagner

Venerdì scorso è andata in onda la prima puntata dello sceneggiato “Il clan Wagner – storia di una famiglia”, diretto da Christiane Balthasar, che racconta le vicende della famiglia Wagner. La seconda punta andrà in onda questo venerdì.

Lo sceneggiato, prodotto nel 2013 da delle emittenti televisive tedesche e austriache in occasione del bicentenario del compositore tedesco, inizia con la morte di Richard Wagner, in seguito alla quale sua moglie Cosima spinge i figli Eva, Isolde e Siegfried a pronunciare un tremendo giuramento: le loro vite saranno consacrate alla memoria del padre, perché il suo lavoro non sia mai dimenticato.
Assistiamo così a una serie di intrighi, scandali e litigi familiari che si consumano nel corso delle varie edizioni del prestigioso Festival di Bayreuth.

Andrò subito al punto: cazzo me ne frega della vita dei familiari di Wagner?
Un film del genere ha senso nel momento in cui, attraverso la vita di una famiglia, racconta l’opera di un compositore e il modo in cui è stata recepita nel tempo. “Il clan Wagner”, invece, procede pigramente tra inciuci, ammucchiate di vario genere, negri che ballano intorno al fuoco e ricchi fattoni blandamente antisemiti.
Una cosa che salta subito all’occhio guardando lo sceneggiato è che si potrebbe tranquillamente cambiarne il titolo in “Il clan Wagner – storia di una famiglia di stronzi”. L’unico personaggio simpatico, infatti, è Siegfried. Suppongo c’entri qualcosa il fatto che Katharina Wagner, attuale direttrice del festival, è una sua diretta discendente.
Va detto che la componente scandalistica non è mai eccessiva o gratuita. Semplicemente ogni tanto si ha l’impressione di star guardando “Sensualità a corte” o “Elisa di Rivombrosa”.

Questa, almeno è l’impressione che ho avuto dello sceneggiato dopo aver visto la prima puntata. Non nego che in seguito le cose potrebbero migliorare, ma in quel caso spero migliorino nella prima mezz’ora perché subito dopo io mi guardo lo show di Crozza.

Mozart non procrastinava manco per il cazzo

Procrastinazione

Molti di voi avranno sentito raccontare che Mozart compose l’ouverture del “Don Giovanni” la mattina stessa della prima assoluta dell’opera.
Riguardo a questa storiella, che gira da molto tempo su internet accompagnata da un ironico invito a non prendere le scadenze troppo sul serio, occorre fare alcune precisazioni.

1) Probabilmente non è vero.

Non ci sono fonti certe che attestano che Mozart abbia scritto l’ouverture del “Don Giovanni” il giorno stesso in cui l’opera venne eseguita per la prima volta. Si tratta semplicemente di una delle tante leggende che circolano intorno alla vita del compositore. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “I Promessi Sposi” di Guardì

“Siamo povera genteeeeh…
non abbiamo fatto gnienteeeeh…
siamo povera genteeeeh…”

(più o meno in ogni momento nel corso dello spettacolo)

I Promessi Sposi 1

Il 29 aprile del 2010, facendo zappign, mi imbattei in Giorgio Albertazzi che leggeva un brano de “I Promessi Sposi” nel Duomo di Milano. Lì per lì la cosa non mi fece né caldo né freddo ma poi notai che c’erano anche Vittorio Matteucci e Christian Gravina che duettavano, così decisi di approfondire.
Si trattava dell’anteprima mondiale de “I Promessi Sposi”, opera moderna con libretto di Michele Guardì e musiche di Pippo Flora. Tre mesi dopo, il 18 giugno 2010, lo spettacolo debuttò a San Siro, il 1° settembre dello stesso anno il debutto venne trasmesso in prima serata e tre giorni dopo uscì in DVD dell’opera.

Spesso il recensore, nel tentativo di parlare sia degli aspetti positivi che di quelli negativi di un’opera, corre il rischio di essere ambiguo, di lasciare dei dubbi su quale sia realmente il proprio punto di vista. Per quanto riguarda questo spettacolo questo rischio non c’è: “I Promessi Sposi” di Guardì è un abominio agli occhi di Dio. Continua a leggere

Donizetti Revolution? Parliamone…

Donizetti Revolution

Ieri sera all’interno della “Domus Magna” di Bergamo è andata in scena “Donizetti Alive”, nuova opera commissionata per i 750 anni della fondazione MIA con libretto di Julio Carcìa-Clavijo, Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi e musica di Pasquale Corrado.
Si trattava fondamentalmente di una sorta di via crucis nella quale lo spettatore veniva guidato da attori dai costumi più o meno sfarzosi in varie stanze, e in ognuna di esse veniva rappresentata una scena diversa. In una si brinda al giovane Donizetti, in un’altra la moglie del compositore si dimena su un letto interpretando le donne protagoniste delle opere del marito, in una terza Donizetti scopre di avere la sifilide, in una c’è un rumorista che rumoreggia tra due pianoforti impacchettati avvolto in una nuvola di fumo e via discorrendo. Il tutto tra citazioni donizettiane riprese (citando il compositore) “a volte in maniera fedele, altre distorta, creando perturbazioni” in quanto “il confronto produce corti circuiti musicali, tra l’aspettativa del testo noto e il disorientamento per la situazione anomala”. Continua a leggere

Ainulindalë – la musica degli Ainur

Ainulindalë

Il 17 settembre, a Rimini, è stato eseguito il poema sinfonico “Ainulindalë – la musica degli Ainur” con musiche di Ivan Tiraferri (ideatore del progetto), Nicolò Facciotto (anche direttore delle musiche), Federico Mecozzi (questi i tre autori accreditati sulla locandina, ma in diversi articoli trovati in rete ho letto anche il nome di Mattia Guerra).
È un progetto che esiste da più di un anno, di recente è stato messo in vendita il CD del concerto registrato nel dicembre dello scorso anno, io sono riuscito a procurarmene una copia e ora sono qui per parlarvene. Continua a leggere