Archivio mensile:febbraio 2015

Regole per una discussione costruttiva su musica e teatro

Regole

Siamo nell’era delle telecomunicazioni. Gli appassionati di musica e di teatro dovrebbero passare la vita a discutere con altri appassionati come se non ci fosse un domani. Invece questo non succede, in parte perché sono in pochi quelli a cui interessa discutere, in parte perché molte persone non si sono mai davvero fermate a chiedersi come si fa a discutere.

Ecco un elenco di accorgimenti da seguire se si vuole avere una discussione costruttiva. Continua a leggere

“L’incoronazione di Poppea” alla Scala: il fatto che da una regia non si riesca a capire la storia non significa che sia molto profonda

Nelle scorse settimane è andata in scena alla Scala “L’incoronazione di Poppea” di Claudio Monteverdi.
“L’incoronazione di Poppea” è forse la più bella opera di Monteverdi. E Monteverdi è uno dei più grandi operisti della Storia, per certi versi più grande di Verdi o di Mozart. La drammaturgia di Monteverdi – compositore vissuto a cavallo tra il del sedicesimo e il diciassettesimo secolo – è così moderna da essere per certi versi ancora attuale. Il suo è il vero “recitar cantando”, nel senso che nelle sue opere abbiamo un vero e proprio testo teatrale (in versi) messo in musica, così come – secondo gli intellettuali dell’epoca – avveniva nel grande teatro classico. Una purezza drammaturgica forse “sporcata” in qualche modo negli anni successivi per via della scoperta, da parte dei compositori, del fatto che scrivere opere costituite quasi unicamente da arie era molto più remunerativo. Bisognerà aspettare Puccini (per quanto anche autori precedenti si siano evoluti in questa direzione nel periodo di maggiore maturità) perché questa purezza venga recuperata. Continua a leggere

Il Volo rappresenta la cultura italiana all’estero? Ma anche no!

festival_sanremo_2015_1_il_volo_ansa

Come molti di voi, non amo particolarmente il Festival di Sanremo. Se oggi mi ritrovo a parlarne è perché è tutto il giorno che leggo commenti come questo.

“Hanno vinto perché la gente apprezza ancora chi tenta di cantare canzoni che fanno parte del nostro patrimonio.”

Riferito ai tre cantanti del trio “Il Volo” – che io per semplicità chiamo Mafia, Pizza e Mandolino – vincitori di questa edizione del festival.

Scrivo questo breve articolo per fare una precisazione: Mafia, Pizza e Mandolino hanno avuto successo all’estero perché rappresentano uno stereotipo di italiano che all’estero piace, quello che ammicca e diventa automaticamente un amante latino, manda la voce in gola e sembra che stia cantando con la voce impostata. E, contrariamente a quanto ho sentito dire, c’è poco da essere “orgogliosi di questi ragazzi che diffondono la cultura italiana nel mondo”. Continua a leggere