Archivio mensile:novembre 2014

Music for Rosetta

Dear friends of OnlineMusicClass, in these days we had the chance to assist to the crucial moment of the Rosetta mission, the landing of Philae on the comet 67P/Churyumov-Gerasimenko.

For the first time a human construction land on a comet. It’s a huge historical event! It is so important that I’ve offered to many composers to write a simphony that would remind to and celebrate this moment (some compositions with this purpose have already been written by  Vangelis). I didn’t really expect for someone to accept the challenge, but, alas, I haven’t even noticed the same enthusiasm I had. In fact, mostly no one among those I know is as much enthusiastic about this event as I am and I have to admit that this make me sad.

Rosetta logoEither way, to balance out my disappointment, I decided to organize here in OMC, for you loyal readers, a concert in honor of this mission with famous classical tracks directed by the greatest director and played by the greatest performer. Continua a leggere

Concerto per Rosetta

Amici di OnlineMusicClass, in questi giorni abbiamo assistito al momento cruciale della missione Rosetta, ovvero l’atterraggio del lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Per la prima volta nella Storia un oggetto costruito dall’uomo sbarca sulla superficie di una cometa. Si tratta di un evento storico! Tanto che ho proposto a tutto i compositori che conosco di scrivere una sinfonia per commemorarlo (alcuni brani per questo scopo sono già stati scritti dal compositore Vangelis). Non che mi aspettassi che qualcuno raccogliesse la sfida ma, ahimè, nemmeno ho riscontrato in questi ultimi il mio stesso entusiasmo. In effetti non ho riscontrato il mio stesso entusiasmo per questa vicenda in quasi nessuna delle persone che conosco e devo dire che la cosa mi dispiace.
Rosetta logoAd ogni modo, per compensare tale dispiacere, ho deciso di organizzare sulle pagine di OMC per voi affezionati lettori un concerto in onore di questa missione con incisioni celebri di celebri brani di musica classica. Continua a leggere

Don Gherardo racconta il “Torquato Tasso” di Bergamo: intervista a Marzio Giossi

Marzio Giossi

(Immagine presa da http://www.marziogiossi.com/)

Nel cast del “Torquato Tasso” andato in scena pochi giorni fa al Teatro Donizetti di Bergamo anche il baritono Marzio Giossi, bergamasco di nascita e di formazione.
L’ho incontrato in camerino poco prima dello spettacolo. Ecco cosa ci siamo detti. Continua a leggere

Il “Torquato Tasso” a Bergamo. E saltò fuori che il pubblico riguardo al repertorio la pensa come me

“In un’estasi, che uguale
non provò mai d’uomo il core,
io sognai che armato d’ale
mi rendean fortuna e amore.
Sospirando la mia bella
io volai di stella in stella;
non mortal, ma genio o dea
entro al solo io la trovai;
mentre a me la man stendea,
mentre a lei la man baciai;
‘T’amo’ disse ‘amo sol te’.
Fu un momento! A quell’accento
da me sparve Eleonora!
Ma in quel foglio espressi allora
il desio che crebbe in me.”

(“Torquato Tasso”, Atto I, Scena IV)

Se non vi siete persi questo mio articolo di qualche giorno fa, in si parlava della mancanza di novità nel teatro lirico, potete immaginare con che entusiasmo mi sono recato a vedere, ieri pomeriggio, l’ultima recita del “Torquato Tasso” di Gaetano Donizetti, gran finale della stagione lirica bergamasca. Si tratta infatti di un’opera molto rara (rappresentata solo tre volte negli ultimi due secoli). Continua a leggere

Cinema ed autori: “La famiglia Ricordi”

“Cherubini, Pergolesi, Spontini… ogni teatro che vorrà eseguire una di queste opere dovrà passare in cassa, a Casa Ricordi… e pagare!”

(Ricordi sintetico sulla sua attività di editore)

Recentemente ho avuto modo di vedere “Il giovane favoloso”, film basato sulla vita di Giacomo Leopardi. L’ho apprezzato moltissimo, senza riserve, come non mi capitava da tempo per un film italiano.
“Vabbè” direte voi “ma c’entra con questo sito? Leopardi mica era un musicista.”.
Ebbene, dovete sapere che non tutti condividono il mio entusiasmo per quel film. L’ho infatti sentito criticare questo film definendolo “didascalico”, “gossipparo” e “televisivo”. Non sono d’accordo, sinceramente, in quanto ho trovato che fosse girato molto bene, come un film, appunto, non come un programma televisivo.
A volte penso che certe critiche vengano rivolte ai film italiani a prescindere, senza capire neanche cosa significhino.
Per fare chiarezza sul significato di certi aggettivi, voglio portarvi l’esempio di uno sceneggiato che ho visto in questi giorni e che, purtroppo, meriterebbe davvero tutte queste definizioni. Si tratta de “La famiglia Ricordi”, di Mauro Bolognini. Continua a leggere

Breve storia dell’Opera Moderna: “Roméo & Juliette – da la Haine à l’Amour”

Nous on fait l’amour on vit la vie
jour après jour nuit après nuit.
A quoi ça sert d’être sur la terre
si c’est pour faire nos vies à genoux?
On sait que le temps c’est comme le vent
de vivre y’a que ça d’important
on se fout pas mal de la morale.
On sait bien qu’on fait pas de mal.

Noi facciamo l’amore, viviamo la vita/giorno dopo giorno e notte dopo notte./A cosa serve stare su questa terra/se si deve passare la vita in ginocchio?/Il tempo è come il vento,/vivere, solo questo c’è di importante./A noi non interessa la morale./Non c’è niente di male in questo. 

(Da “Le rois du monde”)

Questa rassegna cronologica degli spettacoli musicali andati in scena dopo “Notre-Dame” non può che proseguire con la recensione di un fortunatissimo spettacolo francese: “Roméo & Juliette – da la Haine à l’Amour”.

Romeo et juliette

Recentemente portato in scena in Italia grazie agli sforzi di David Zard, “Roméo & Juliette” è uno spettacolo del 2001 scritto e musicato da Gèrard Pergurvic.
Dobbiamo innanzitutto spiegare che stiamo parlando di un cantautore (principalmente un paroliere) di genere pop. Passiamo quindi dalla canzone d’autore a un genere decisamente più semplice e scanzonato. Continua a leggere

Cinema ed autori : “Casta Diva”

“Il successo? Sì, il primo… poi si appartiene agli altri, a chi ti ha applaudito, al pubblico, ai critici, agli impresari… non si è più padroni della propria vita. No, Maddalena, per vivere con te io non voglio essere schiavo. Io non perderò nulla perché non lascio nulla. Nulla che valga una vita con te, amore mio.”

(Bellini dichiara il suo amore a Maddalena)

Parliamo di un film che compie quest’anno cinquant’anni.
È un film del 1954 di Carmine Gallone dal titolo “Casta Diva”. Il compositore di cui viene raccontata la storia è, come potete intuire, Vincenzo Bellini.

Casta diva

Il film racconta la passione di Bellini per la giovane Maddalena Fumaroli, ricca figlia di un magistrato, conosciuta appena uscito dal conservatorio di Napoli. I due si innamorano a prima vista e si amano con trasporto, tanto che Bellini compone per lei la celebre aria “Casta Diva”, dandole inizialmente il titolo titolo “Casti numi” (Casti numi che incantate,/occhi casti che nel core/il mio pianto ognor placate,/rispondete a tanto amore.). Molto apprezzabile la scena in cui pensando agli occhi della sua bella, il giovane compositore disegna su un foglio due ovali, che prendono poi la forma di due note (due la sopra il rigo).
Appena Maddalena si rende conto del fatto che il suo amore per lei potrebbe essere deleterio per la carriera del musicista, però decide di rinunciare a lui. Non comprendendo il gesto d’amore della ragazza, e credendo che ella non lo ami più, Bellini parte per Milano insieme alla cantante Giuditta Pasta, di cui diventa l’amante. Da questo momento l’unica sua preoccupazione sarà raggiungere il successo come compositore, così da sbatterlo in faccia alla donna che l’ha rifiutato.
Il film prosegue col racconto della fortuna del compositore: i suoi successi, le conquiste amorose, il rapporto di odio-amore con Gaetano Donizetti… fino alla rappresentazione della “Norma”. Si tratta dell’opera destinata a diventare la più celebre del compositore catanese. Il pubblico, però, non la apprezza. Manca un pezzo che spacchi, un’aria che spicchi in mezzo a tutto il resto dell’opera e che si imponga all’attenzione del pubblico! Un pezzo de grido, insomma!
È a questo punto che, che ci crediate o no, Maddalena viene in soccorso del compositore, portando alla sua amante lo spartito dell’aria che egli aveva scritto per lei tanti anni prima. Grazie a questa aggiunta formidabile la seconda versione della “Norma” è un trionfo.
Maddalena, purtroppo, muore di crepacuore subito dopo, ma non prima di aver rivelato tutta la verità al suo amato.

La trama di “Casta Diva” poggia su un fondo di verità ma contiene numerose inesattezze storiche dovute perlopiù a esigenze cinematografiche.
Tanto per cominciare, Bellini amò davvero una donna di nome Maddalena Fumaroli in gioventù. E, per quanto possa sembrare incredibile, si trattò davvero di un amore puro e appassionato come quello descritto del film. Fu però il compositore (che come è noto non era affatto portato per la vita matrimoniale) ad abbandonare la ragazza per inseguire la carriera musicale. E il distacco fu certamente molto più traumatico per lei, che morì effettivamente di crepacuore dopo la sua partenza.
Anche la storia del flop della “Norma” il giorno della prima rappresentazione è vera. Quello che non è vero è che l’insuccesso di quest’opera fosse dovuto all’assenza di “Casta Diva” dalla partitura (del resto sarebbe ridicolo legare il successo di un’intera opera a una sola aria).

Il vero punto di forza di questo film risiede nel modo in cui vengono delineate le figure di contorno, dai grandi personaggi storici incontrati dal compositore, come Mercadante, Paganini o Donizetti, ad altri meno noti. Persino il personaggio del padre di Maddalena viene raccontato in maniera tutt’altro che sbrigativa, prendendosi il tempo per descrivere la sua indifferenza nei confronti del mondo della musica (Fumaroli in effetti non aveva una grande stima per quest’arte, tanto che quando Bellini gli chiese la mano di sua figlia rifiutò affermando che “sua figlia non avrebbe mai sposato un suonatore di clavicembalo”).
È una qualità da tenere presente perché in un film di oggi è raro vedere tutta questa attenzione per un cast di contorno. In un film di oggi, generalmente, l’unica star del film è il personaggio principale. Il che è un peccato soprattutto quando si tratta di film biografici, che danno a chi li guarda l’impressione che l’unico personaggio interessante della storia personale del protagonista fosse il protagonista stesso, cosa alquanto improbabile. Basti pensare anche a “Farinelli”, recente recensito su questa rubrica, un buon film in cui, però, al di là dei tre personaggi principali non c’era traccia di alcuna caratterizzazione.
Il cinema dell’epoca, però, e soprattutto il cinema italiano, era fatto di grandi caratteristi e si prestava molta attenzione anche a questi personaggi secondari, tanto da dar loro il volto di grandi professionisti come Marina Berti o Jean Richard e la voce di grandi doppiatori come Lydia Simoneschi o Carlo Romano.
Interessante notare, inoltre, come il desiderio di raccontare fedelmente questi personaggi non li renda affatto piatte creature da documentario ma lasci perfettamente intatta la loro funzione narrativa. Per fare un esempio una delle grandi intuizioni del film è quella di assegnare dell’amico di Bellini Fiorillo (probabilmente ricalcato sulla figura del compositore e musicologo Francesco Florimo) il ruolo, tipico dei film romantici, dell’amico goffo ma di buon cuore a cui sono affidati tutti i momenti comici della pellicola.

Devo però concludere dicendo che questo film vi piacerà soltanto se sapete apprezzare il cinema di quegli anni. In caso contrario potreste trovarlo molto lezioso e a tratti banale.